cavalli striscia
GEAPRESS – Un nuova investigazione sul commercio di cavalli destinati ad un macello italiano. Il filmato, mandato in onda ieri sera da Edoardo Stoppa, mostra le tremende immagini della lunga corsa dei camion che trasportano i poveri cavalli dalla Polonia verso un macello pugliese.

Una investigazione condotta dall’associazione Essere Animali che ha voluto dare un titolo molto significativo: “Viaggi Senza Ritorno”. Un sito internet è stato dedicato all’inchiesta che si è avvalsa dei contributi di Italian Horse Protection.

La Puglia, riporta il documento di Essere Animali, rappresenta con il suo 46% la principale regione ove avviene la macellazione dei cavalli. Seguono il Veneto (18,5%), Emilia Romagna (8,8%) e Piemonte (6,1%). Queste le principali regioni, ma non vi è posto in Italia ove non si mangi cavallo. In cima alla lista per il consumo c’è sempre la Puglia (32,2%), seguita dalla Lombardia (14,3%), Piemonte (10,8%), Emilia Romagna (9,2%), Veneto (7,6%), Lazio (5,5%) e con percentuali minori le altre regioni.

Il numero dei cavalli macellati, però, diminuisce. Secondo i dati diffusi dall’associazione, il totale annuo sarebbe passato da 240.000 del 1997 a 53.234 del 2013.

Nel filmato proposto da Striscia La Notizia si vedono alcuni veloci passaggi anche all’interno del macello. Cavalli che sembrano spaventati e poi, quasi intuita, la pistola a proiettile captivo. Si tratta di un’arma che deve essere poggiata sull’animale, distinguendosi così dal proiettile “libero”. Una specificazione ben nota nei manuali di macellazione e mutuata anche da altre disposizioni di legge, quali, ad esempio, quella sulla sperimentazione animale e le tecniche di uccisione.

Il filmato originale diffuso da Essere Animali mostra in effetti scene ancora più esplicite, quali l’uccisione dei cavalli e la rottura delle arterie del collo con il povero animale ormai a testa in giù una volta sollevato dalle catene.

Il numero complessivo dei cavalli da macello, intanto, diminuisce ed il merito va probabilmente anche a queste investigazioni ed all’ampia platea fornita da trasmissioni come Striscia La Notizia.

Non buono, invece, l’iter delle leggi che dovrebbero riconoscere il cavallo come animale d’affezione e per questo non più macellato. Un destino che sembra unire l’iter parlamentere di più proposte animaliste, sia di questa legislatura che delle precedenti.

Valanghe di Proposte a volte presentate in occasione dell’inaugurazione di campagne di sensibilizzazione nazionali, e che possono rimanere  esattamente dove sono state presentate: ai nastri di partenza.

Anche in questa legislatura sono state presentati dei Testi che vorrebbero il cavallo come animale d’affezione.

Alla Camera dei Deputati c’è, ad esempio, la Proposta di Legge numero 322 recante “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”. Porta come prima firmataria l’On.le Michela Vittoria Brambilla (Forza Italia) ed è stata presentata il 16 marzo del 2013. Annunciata nella seduta del 15 marzo dello stesso anno, è ancora al suo posto: “da assegnare”.

Al Senato, invece, c’è il Disegno di Legge numero 65 recante “Norme in materia di tutela del cavallo”. La prima firmataria è la Senatrice Silvana Amati (PD) ed è stata presentata il 15 marzo del 2013. Anche questa da assegnare. Non riguarda solo la macellazione, ma anche gli sport equestri, così come di respiro più ampio è una seconda Proposta di Legge presentata alla Camera dei Deputati ed avente come prima firmataria l’On.le Michela Vittoria Brambilla. Si tratta della numero 321 riportante “Disposizioni per la tutela dell’integrità fisica e psichica degli equini”; la data di presentazione è il 5 giugno 2013 e l’ultima traccia nei lavori di Commissione è del 31 ottobre 2013.

In realtà, nelle schede della Camera dei Deputati, risulta un curioso abbinamento con la proposta n. 2350, sulla produzione della mozzarella di bufala. Si tratta probabilmente di un errore di trascrizione di altra proposta riportante un numero molto simile (621) e relativa, invece, alle bufale. Nessuno se ne è  accorto. Di certo le mozzarelle di bufale corrono più veloci, almeno negli iter parlamentari.

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