GEAPRESS – Sette bovini in strada, dei quali uno adulto, quattro vitelli, ed un vitellino. Ma potevano anche essere capre, oppure cavalli come quelli che in più occasioni la Forestale è dovuta andare a recuperare. Vittime in questo caso, specie nell’Appennino, del pascolo brado di fatto conveniente ai guadagni di chi agli animali non bada.

L’ultimo intervento è della Polizia Provinciale di Siracusa che stamani è dovuta intervenire sulla Strada Statale 124 in territorio di Sortino. I sette animali avevano invaso la carreggiata in prossimità di una curva. Gli Agenti della Polizia Provinciale hanno messo in sicurezza gli automobilisti che si ritrovavano a passare e hanno provveduto a rintracciare il proprietario. L’ausilio di un Veterinario e la registrazione dei bovini visibile nelle marche auricolari ha consentito così di arrivare al pastore, che è stato così sanzionato per violazione dell’art. 672 Codice Penale, oltre che per l’art. 15 del Codice della Strada.

La presenza di grossi animali da reddito nelle carreggiate stradali costituisce purtroppo un fenomeno molto diffuso oltre che causa di incidenti stradali. Nelle settimane scorse, ad esempio, momenti di rischio notevoli per uomini e animali si sono avuti nell’appennino centrale dove alcuni cavalli allo stato brado, di fatto in abbandono, si avvicinavano ripetutamente all’asfalto cosparso di sale per prevenire le gelate.

Viene pertanto da chiedersi cosa comportano i provvedimenti di legge giustamente applicati dalla Polizia Provinciale di Siracusa.

L’art. 672 (omessa custodia e malgoverno di animali) è stato previsto dal legislatore come un reato di contravvenzione. Un reato minore, dunque, la cui contravvenzione, però, non è più reato. Nel 1981 è stato depenalizzato ed è prevista la sanzione amministrativa compresa da euro 25 a euro 258.

L’art. 15 (atti vietati) del Codice della Strada riformato nell’estate 2010, è ancor peggio. Nel caso di pericolo per la circolazione, la sanzione amministrativa è compresa da euro 38 a euro 155. Il far circolare bestiame, invece, è punito con una sanzione compresa da euro 23 a euro 92. Le cifre sono a loro volta la quasi esatta conversione delle vecchie sanzioni in lire, a sua volta aggiornate in tempi remoti.

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