GEAPRESS – Provvederà la natura. In tal maniera una sconsolata bagnante commenta la fine riservata al corpo del vitellino di Ortigia. Da sabato in mare, nonostante sia stato avvisato il Comune che ha, a su volta, avvisato la Capitaneria. Poi, a quanto pare, ad essere avvisati sono stati anche i Vigili del Fuoco, ma il corpicino del vitello è ancora lì, dondolato dalle onde.

La testa è andata via – dice una voce – se la sono mangiata i pesci”. “L’avevo scambiato per un cavallo – si sente dire da un’altra persona – Possibile che nessuno provveda?“.

Provvederà la natura. Uno smaltimento a basso costo, rispetto all’inceneritore. Un animale del quale difficilmente si saprà qualcosa. Se affetto, ad esempio, da patologie, magari da una zoonosi, ovvero veicolabile dall’uomo che nei pressi usa fare il sub.

Sabato mattina era integro – si continua intanto a commentare in loco – con comodo provvederanno“.

A chi spettano gli oneri di smaltimento? In linea teorica al Comune territorialmente competente, ovvero, nel nostro caso, a quello di Siracusa. Eppure il vitellino è ancora lì. Ad accarezzarlo ci sta pensando il mare. Ritorna in natura, riferisce la bagnante sconsolata dopo le numerose chiamate. Finirà così. Lo riprenderà veramente la natura dopo una breve vita che senza la morte lo avrebbe probabilmente costretto all’interno di un allevamento per produrre latte e comunque carne. Questo perché anche le bovine da latte, dopo una breve esistenza, riducono la produzione e vengono eliminate per motivi di economicità. Lui, o lei, non è arrivato fino a quella soglia. Nella continuata indifferenza dell’uomo, a lui sta pensando il mare.

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