galline ovaiole
GEAPRESS – Armonizzare gli standard italiani di detenzione delle galline ovaiole a quelli dell’Unione Europea, potrebbere essere una tematica “folcloristica”.

Questo perchè, stante il resoconto della quattordicesima Commissione del Senato (Politiche dell’Unione Europea) “la discussione pubblica sull’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea” sarebbe “spesso relegata dai media” a tematiche di folclore. Tra queste anche i criteri detentivi della galline ovaiole, ovvero una delle battaglie storiche dell’animalismo italiano e la cui inadempienza dell’Italia agli obblighi comunitari, è già causa di deferimento alla Corte di Giustizia (vedi articolo GeaPress).

Ad esprimersi così sarebbe stato il sei giugno scorso il Senatore Stefano Candiani (LN), in Commissione Politiche dell’Unione Europea.

La discussione pubblica, sempre secondo quanto riportato a nome del Senatore, “dovrebbe essere depurata da tutta una serie di pregiudizi deleteri“. A suo modo di vedere, infatti, “l’approccio del Paese nei confronti dei temi comunitari dovrebbe essere improntato ad uno spirito il più possibile pragmatico ed il meno possibile fideistico, ossia prescindendo da una accettazione meramente acritica degli orientamenti provenienti da Bruxelles“.

Si ricorda che l’Italia, oltre che alla Grecia, è l’unico paese dell’Unione Europea a non avere ottemperato all’obbligo comunitario che impone, tra l’altro, gabbie più grandi per le galline. Le Grecia, però, ha numero di gran lunga più basso di galline ovaiole rispetto all’Italia.

Si ricorda, che alla base dell’intervento europeo contro il nostro paese, c’è il fatto che gli imprenditori italiani che non hanno adeguato gli standard, potrebbero trovarsi avvantaggiati rispetto a quelli di altri paesi a causa dei minori costi derivanti dal mancato adeguamento. Per questo, all’interno del ddl 588 recante  “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013” ,  sono contenute le proposte di sanzione per chi ancora non si adeguato.

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