GEAPRESS – E’ ancora vivo ma in condizioni gravi il cavallino trovato agonizzante sulla Giara del Medio Campidano lunedì pomeriggio. Ieri, invece, un altro cavallo, in non buone condizioni, è stato prelevato da alcuni volontari.

Continua così l’emergenza cavallini della Giara da circa una settimana divenuti oggetto di una intensa campagna mediatica a seguito del ritrovamento di alcuni animali ridotti pelle ed ossa. Un problema di certo non nuovo e che sembra ripercorrere due aspetti in particolare. La mancanza di uno status giuridico per i circa 600 cavallini che vivono nella Giara del Medio Campidano e la ricorrente mancanza di cibo che ogni anno, in questo periodo, sembra affliggere gli animali. E’ già successo. Tre puledri morti nell’ottobre 2010 nell’ambito comunale di Tuili, ed un quarto malandato segnalato ad una delle due cooperative che curano anche gli equini. Anche allora vennero coinvolti i Comuni di Tuili, Gesturi, Setzu, Genoni.

Nel settembre dell’anno scorso, invece, venne paventato l’incubo della febbre del Nilo. Erano morti, a quanto pare due cavalli anziani a Nuridda. Anche allora si parlò di fisiologicità nelle morti. Poi, però, la febbre del Nilo non era pertinente. Secondo la stessa Provincia del Medio Capidano, i cavalli “macilenti e malnutriti“, c’erano. Venne così confermato come i pascoli dei cavallini sono stressati dai circa 1000 bovini, in parte senza alcuna registrazione. Si cercò di rimediare con la cattura dei bovini che non presentavano rintracciabilità. 20.000 euro a carico dei Comuni per 18 vacche di nessun proprietario. Che fine hanno fatto le vacche? Abbattute ed incenerite.

Ma chi è il proprietario dei cavallini della Giara? In parte sembrerebbero essere i privati. Il cavallino, infatti, non ha sempre vissuto nei luoghi una vita così selvatica come viene fatto credere. Il cavallino della Giara, fino a tempi storici, veniva utilizzato per la trebbia. Anzi, le sua attitudini erano talmente elevate da farlo preferire ai bovini. Cavallini della Giara che sono tutt’ora considerati in progetti di cattura ed addestramento.

Una varietà antica, forse portata dai fenici e che, in qualche maniera è stata gestita dall’uomo. Nuove tecniche colturali, abbandono dei terreni e competizione con i bovini che per far posto ai cavallini, però, sono stati abbattuti.

Ieri sera, intanto, c’è stata una prima riunione tra i Sindaci di Gesturi, Setzu e Tuili. Domani pomeriggio un secondo incontro, dove sarà presente anche la Regione Sardegna. Intanto il fieno parrebbe essere arrivato. Allevatori ed altri soggetti hanno risposto all’appello. Secondo quanto riportato dal Sindaco di Gesturi, alcuni bovini sarebbero stati prelevati e portati via dai proprietari, mentre è stata rinnovata la convenzione con la Cooperativa che si occupa proprio della gestione dei cavalli. Cifre non elevate che di certo non possono consentire una valida gestione se lasciata solo alle casse comunali.

Sulla vicenda si è pure scatenata una polemica dal sapore politico tra chi ha sostenuto la fisiologicità delle periodiche morti e chi invece non ha accettato questa sorta di principio.

Poi le cause che sembrano almeno in parte coincidere nelle valutazioni fatte dal Sindaco di Gesturi e dall’Associazione Horse Angels che sta perorando la causa dei cavallini. In particolare quello che manca è una previsione normativa volta alla tutela del cavallo e la proprietà in parte privata che ricade sugli stessi. Forse, stante così le cose, non sarebbe azzardato parlare di randagismo equino anche per il cavallino della Giara. Di certo per quello bovino, le vittime si sono già consumate.

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