GEAPRESS – Salmonella ed allevamenti avicoli. Per prevenire la diffusione del pericoloso batterio, esistono specifici protocolli sanitari ed un apposito sistema informatico che imporrebbe la registrazione dei risultati delle analisi. Così prevede il piano nazionale per il controllo negli allevamenti, dei vari ceppi di salmonella.

Eppure, ancora per tutto il 2011, la percentuale dei dati inseriti è giudicata dal Ministero della Salute troppa bassa. Questo secondo il Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria dello stesso Ministero, il quale sottolinea come allo stesso mese di dicembre 2011, ancora troppo bassa è la percentuale di registrazioni dei controlli. Destinatari di una circolare di sollecito sono così divenuti le Regioni e Provincie autonome, che girano poi ad Asl Veterinaria ed Istituti Zooprofilattici, ma anche il Coordinamento Interregionale Interdisciplinare, ovvero un organo della Conferenza Stato-Regioni con specifici compiti di sicurezza alimentare. La salmonella, infatti, può risiedere anche nel guscio di un comune uovo che riponiamo nel frigorifero.

La sbadataggine nelle registrazioni dei controlli nel Sistema Informativo Salmonelle, e poi ancor più accentuata per talune regioni, espressamente evidenziate nella circolare del Ministero della Salute. Si tratta della Calabria, del Piemonte e della Basilicata. 

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