GEAPRESS – Si è tenuta questa mattina in Piazza del Pantheon a Roma l’azione dimostrativa di Animal Equality per mostrare ancora una volta quello che succede agli agnelli negli allevamenti e macelli italiani. L’iniziativa viene messa in scena dall’associazione pochi giorni dopo l’investigazione  “SalvaUnAgnello.com” e il giorno prima di Pasqua. “La nostra campagna ha ottenuto molto riscontro da parte della stampa – ha Francesca Testi  portavoce di Animal Equality – segnale che c’è sempre molta più attenzione da parte dell’opinione pubblica unitamente a un forte bisogno di sapere quello che si nasconde dietro la triste realtà degli allevamenti. In pochi giorni la nostra investigazione è stata vista su youtube da oltre 35.000 persone e più di 3.000 persone hanno sottoscritto il loro impegno a non consumare carne d’agnello”.

Gli attivisti, una trentina, hanno mostrato tramite appositi cartelloni, le immagini degli agnelli ritratti sia in quello che dovrebbe essere il loro habitat naturale, in prati verdi e insieme alle proprie madri ma anche immagini di agnelli negli allevamenti, calpestati, schiacciati l’uno contro l’altro e separati violentemente dalla madre per finire poi nei macelli e nei piatti del pranzo pasquale, ma non solo. Contemporaneamente altri attivisti hanno dimostrato quanti sono gli agnelli che sono stati uccisi dal momento in cui è iniziata la dimostrazione fino alla sua conclusione. 800.000: questi sono gli animali morti per finire sulle nostre tavole nei prossimi giorni di festa.

Animal Equality nell’investigazione SalvaUnAgnello.com ha svelato, attraverso fotografie e filmati, cosa accade a questi animali in diversi allevamenti e macelli italiani. Per più di un anno, afferma il comunicato di Animal Equality,  attivisti sotto copertura hanno filmato scene mai viste prima, scioccanti e reali di quanto accade a questi cuccioli di appena un mese di vita, uccisi per diventare cibo. Le cifre sono impressionanti: circa 4 milioni gli agnelli uccisi ogni anno in Italia per il consumo umano, tra quelli esportati dall’Est Europa (Romania prima di tutto) e quelli allevati in Italia. Questa cifra è superiore, se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre, che in questo periodo subiscono una sorte altrettanto cruenta. Sono quindi circa 800.000 gli animali uccisi in totale solo in questo periodo.

Al Pantheon, oggi, sono apparsi gli agnelli, quelli che non ci sono più, già macellati e verosimilmente cellophanati a pezzi per il pranzo di Pasqua. Tutte denunce, sulle condizioni di detenzione, già diffuse nei giorni scorsi da Animal Equality (vedi articolo GeaPress) e che dovrebbero indurre a riflettere, riferisce il comunicato degli animalisti, prima di consumare la carne d’gnello.

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