GEAPRESS – Ottimo conoscitore del luogo, dal quale è uscito tranquillamente incuriosito dal via vai dei finanziari giunti con il buio della notte. Tanto a suo agio da far pensare che la sua cuccia fosse proprio la cella frigorifera del macello clandestino in zona Divino Amore, a sud di Roma.

Il grosso cane maremmano entrava ed usciva con tutta tranquillità nel locale adibito alla conservazione delle pecore macellate. La porta  è stata trovata aperta come probabilmente, chissà perché, lo era sempre stata. Un po’ ovunque, infatti, sia nella cella frigorifera che nell’attiguo locale adibito a macello clandestino vi era la polvere del terreno circostante.

Questo si sono trovati innanzi i Baschi Verdi della Guardia di Finanza (II Gruppo Ostia) nell’operazione condotta tre giorni addietro ai danni di un allevamento di ovini teoricamente autorizzato alla sola produzione casearia. Ed invece, in un locale ricavato nei pressi nell’area dell’allevamento, gli animali venivano macellati in maniera del tutto illegale. Una situazione molto simile ad altro intervento dei Baschi Verdi, effettuato lo scorso dicembre sempre nella stessa zona della famosa campagna romana immediatamente adiacente alla città (vedi articolo GeaPress).

Se la cella frigorifera presentava la porta aperta il vicino locale di macellazione ne era invece del tutto privo. Schizzi di sangue ovunque, e poi una bilancia, due mannaie, tre coltellacci ed un punteruolo. Con quest’ultimo arnese veniva praticato un grosso foro nel collo con il quale l’animale moriva dissanguato. Tutti i 35 corpi trovati nella cella frigorifera, presentavano il grosso foro circolare.

Nell’allevamento erano poi detenute 918 pecore che appena pochi giorni addietro erano state censite dall’ASL veterinaria territorialmente competente. Forse il fatto che i locali di macellazione e la cella frigorifera, fossero separati dal luogo di stabulazione degli ovini, aveva impedito la loro scoperta. Ad ogni modo l’intervento dei Baschi Verdi è avvenuto dietro precisa segnalazione.

Le condizioni igieniche apparivano in tutta evidenza quantomeno precarie, mentre, a differenza dell’allevamento scoperto a dicembre con annesso macello abusivo, il luogo di detenzione dei formaggi era diverso da quello di frattaglie, pelle, pelame e carne pronta ad essere commercializzata. Il tutto, comunque, privo di ogni tracciabilità.

Il titolare della struttura è stato denunciato per violazione della normativa sanitaria e detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione. Gli animali macellati, la cella frigorifera e il capanno adibito alla macellazione,sono stati posti sotto sequestro. Scontato, per gli inquirenti, che l’attività del macello clandestino si fosse intensificata in occasione delle festività pasquali.

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