GEAPRESS – Con uno stile di vita vegan, ovvero senza prodotti di origine animale, si può innescare un cambiamento concreto per tutti gli animali. Ne sono convinti gli attivisti di Animal Equality che ieri pomeriggio, in Largo dei Lombardi, a Roma, hanno inscenato quanto realmente accade negli allevamenti. Tante gabbie, ognuna con tre attivisti rinchiusi, nelle stesse proporzioni volumetriche di un animale degli allevamenti. Costretti a passare lì dentro tutta la vita, spesso molto breve e comunque condizionata dalle scelte dell’uomo. Scelte che sono in questo caso alimentari e non solo. Animali da cui ricavare pelle, cuoio, ma anche gelatine alimentari, così come le più classiche preparazione celophanate che appaiono nei supermercati come nei ganci dei macellai.

Grazie all’importantissimo contributo di ogni attivista volontario, l’azione che abbiamo realizzato ha preso forma, dando una voce di speranza agli animali – ha dichiarato Stefano Bottoni, portavoce di Animal Equality in Italia – Continueremo su questa strada lavorando costantemente per far crescere sempre di più quel bisogno concreto di solidarietà di cui gli animali hanno veramente bisogno in ogni momento“.

Animali dimenticati e abbandonati al loro destino. Migliaia di persone, però, ieri hanno saputo. Nel centro di Roma, tanti passanti con reazioni di stupore ed interesse a capire la realtà di macelli ed allevamenti. Il tutto in un momento particolarmente attivo di Animal Equality che ha portato a compimento due investigazioni sotto copertura all’interno di alcuni allevamenti di maiali in Spagna e nel Regno Unito (vedi articolo GeaPress). Poi il sito interamente in italiano dedicato proprio all’investigazione inglese negli allevamenti di maiali.

Ragazze e ragazzi, chiusi nelle gabbie per far capire anche ad un frettoloso passante del pomeriggio romano come si manifesta la schiavitù. ‘Prossima fermata il mattatoio’ stava scritto su un manifesto riportante il viso di un tristissimo maiale. La prima tappa è stata solo, e sempre, un rettangolo di superficie chiusa da barre metalliche. Le immagine rivelate dal video di Animal Equality, mostrano per lui, il maiale, una vita di follia. In attesa della seconda ed ultima tappa, in luoghi di costrizione estrema. Un animale espressivo, pulito (il fatto che sia “sporco” è solo il risultato di come viene detenuto dall’uomo) sensibile, deve invece solo ingrassare a dismisura per produrre prosciutti, salami, costate, cotenne, lardo. Questo, però, non deve essere mostrato, potrebbe far male, al cuore e agli affari altrui.

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