GEAPRESS – Tutte le pecore rinvenute al momento del sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione Santa Severina, erano morte. In quell’allevamento, nei pressi di Rocca di Neto (KR) di pecore in vita ve ne dovevano essere, invece, ben 79. Così, infatti, risultava alla banca dati dell’ASL al momento dei prelievi ematici avvenuto nel marzo dello scorso anno. Un controllo che si sarebbe dovuto ripetere a breve.

Ed invece, al controllo della Forestale, avvenuto tre settimane addietro e reso noto oggi, quelle rimaste erano sparse nell’ovile, in stato di decomposzione ed in alcuni casi parzialmente interrate. Il titolare, al momento dell’ispezione, è risultato irreperibile.

Diversi i resti di ossa che la Forestale avrebbe notato disseminate su una parte della superficie dell’ovile tanto da coprire lo strato erboso. Poi, legato alla catena ad un albero di ulivo, il “custode” dell’ovile. Si trattava di un cane meticcio, l’unico animale rimasto vivo, riferisce nel suo comunicato la Forestale. Sarebbe stato legato ad una catena talmente corta da impedirgli il movimento. Sempre secondo la Forestale il cane avrebbe patito gli stenti della fame e della sete e per questo destinato a fare la stessa crudele fine delle pecore. Animali, in questo caso, morti in diversi periodi. Alcune pecore, infatti, presentavano uno stato di alterazione dei corpi meno evidente rispetto alle altre.

La morte parrebbe essere avvenuta per la mancanza del cibo. Una situazione che la Forestale definisce di totale abbandono. Per il proprietario dell’allevamento è stato disposto il deferimento all’Autorità Giudiziaria per abbandono e smaltimento illecito di rifiuti  sul suolo e maltrattamento di animali.

Secondo la Forestale non è da escludere che disseminati nel sottosuolo dell’azienda vi possono essere altri animali che completerebbero, così, il numero risultante al marzo 2012. Ad essere informato di quanto successo è stato il Sindaco del Comune di Rocca di Neto. Dovrà ora disporre  gli eventuali provvedimenti di competenza ed in particolare l’emissione di Ordinanze sulle misure per la salvaguardia dell’ambiente.

Il cane, invece, è stato trasferito al canile “Mister Dog” di Rocca di Neto. Qui verrà accudito e potrà subire il trattamento adeguato alla sua riabilitazione.

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