GEAPRESS – Vi è ancor di più sul controllo eseguito venerdì scorso nei pressi del parcheggio “Crostolo Est” dell’A1, direzione Milano, ad un camion che trasportava animali.

Le attività dirette e coordinate sul posto dal Dirigente del Reparto, Vice Questore Aggiunto Colantuono Antonio, si sono avvalse di otto pattuglie automontate ed un camper mobile. Tra le numerose irregolarità accertate, specie al Codice della Strada, anche quelle relative ad un camion con rimorchio adibito al trasporto di animali. Secondo quanto diffuso dalla stessa Polstrada, si sarebbero evidenziate condizioni di estrema sofferenza.

Trasportava in tutto 14 vitellini, una bufala e nove bovini adulti. Tutti provenivano da una azienda del perugino. In parte destinati ad un allevamento nei pressi di Reggio Emilia ed in parte ad un macello della stessa provincia. I bovini però erano privi di documentazione e tre di questi erano disposti in una pedana mobile sistemata al di sopra dello spazio riservato ai 14 vitellini. Questi ultimi erano in possesso di regolare documentazione. Assente, invece, quella dei bovini. L’uso della pedana, precisano alla Polstrada, è consentito ma quello che non era regolare era la sistemazione complessiva. Di fatto una situazione di promiscuità che non garantiva la corretta separazione con i vitelli. Due dei tre bovini adulti sistemati nella pedana mobile, si presentavano inoltre in precarie condizioni, addirittura in fin di vita.

Disposto il sequestro, i vitellini sono stati trasferiti in un allevamento del piacentino, mentre i bovini, da destinarsi al macello, sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio con il fine di accertare eventuali patologie che potrebbero essere state trasmesse ai piccoli vitelli. La Polstrada, infatti, non ha rinvenuto per i bovini adulti, alcuna documentazione utile a determinare sia la provenienza che lo status sanitario degli animali.

Per questo motivo sono state già avviate le procedure per le necessarie verifiche presso l’azienda del perugino, fermo restando le sanzioni già contestate al guidatore di nazionalità serba e relative alle modalità di trasporto. In tutto sei violazioni, tra cui quella relativa ai tempi di guida (mancato rispetto delle prescritte pause).

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