GEAPRESS – Hanno protestato non poco i maltesi interessati alla probabile liberazione di piccioni viaggiatori arrivati lo scorso 12 marzo in Sicilia. Ben 2000 animali, tutti stipati dentro un autoarticolato con rimorchio fermo in una piazzola di sosta a Modica (RG). Il luogo dichiarato per la liberazione doveva però essere Pozzallo, ovvero lo stesso porto di sbarco del grosso camion. Inoltre, i piccioni in regola con le autorizzazioni sanitarie, erano solo 1260.

A notare il camion con l’insolito carico sono stati i Finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Modica, comandata dal Tenente Angelo Dumo. Avvisati i veterinari dell’Assessorato regionale alla Sanità e constatata, a loro dire, la regolarità delle gabbiette, si è poi presentato il problema di come determinare i 1260 animali sul totale di 2000, in regola con la documentazione. Considerato il potenziale rischio di contaminazione ed alla luce della parzialità della documentazione presentata è stato così deciso di rispedire il camion a Malta. Il tutto con le vivaci proteste dei colombofili e la sanzione amministrativa contestata al trentaseienne autotrasportatore maltese.

Secondo quanto ha avuto modo di appurare la stessa Guardia di Finanza, fino ad un paio di anni addietro, gli allevatori maltesi comunicavano ai “colleghi” italiani l’arrivo di questi animali. Fatto questo che non avverrebbe più. La simultanea liberazione di 2000 colombi, potrebbe creare tra l’altro seri problemi anche ai trasporti aerei. Gli animali, a quanto pare, rimangono uniti nel ritorno presso le colombaie maltesi. Un fenomeno, quello dell’allevamento dei colombi a Malta, che in quel paese è quasi uno sport nazionale.

Da sottolineare un altro aspetto. Nel passato, nel corso dello studio delle cosiddette borre, ovvero i resti dell’alimentazione vomitati dagli uccelli rapaci, sono stati rinvenuti in Sicilia anelli di riconoscimento riferibili ad associazioni colombofile maltesi. Un fatto questo che dimostrerebbe la continuità del fenomeno.

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