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GEAPRESS – A volte la realtà supera la fantasia. Con queste parole la Guardia di Finanza di Prato riferisce in merito al maxi sequestro di animali operato nel centro della città.

Una pattuglia delle Fiamme Gialle del Gruppo di Prato, è infatti entrata in un piccolo appartamento dove, invece di trovare stanze arredate con tavoli, sedie, letti e divani si è imabattuta in centinaia di volatili, tra papere, polli, oche e galline. Gli animali erano in parte già morti.

Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di un locale adibito a macellazione clandestina. In barba ad ogni normativa igienico sanitaria, di sicurezza, penale ed amministrativa, una famiglia di cittadini di origine cinese condivideva locali, letto, bagno e cucina con i volatili che spennavano e macellavano su ordinazione del cliente di turno.

Gli increduli finanzieri rilevavano la gestione abusiva ed irregolare dell’attività per la quale hanno subito richiesto l’intervento di personale dell’ASL di Prato. Unitamente ai Veterinari si è così provveduto a classificare e conteggiare gli animali ancora in vita. Si trattava di 269 volatili di varie specie. Tutto il locale e l’attrezzatura necessaria all’allevamento ed alla macellazione, ovvero gabbie, mannaie, forbici ed un macchinario utilizzato per ripulire le carni dal piumaggio, nonché bacinelle contenenti scarti di animali, è stato sottoposto a sequestro. Due cittadini di origini cinese, sospettati di gestire l’attività abusiva, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di avere avviato una macellazione clandestina di carni immettendole in commercio senza assolvere ai prescritti controlli sanitari.

In tale maniera, aggiungono gli inquirenti, non si sarebbero inoltre garantite le condizioni di igiene degli alimenti prodotti con gravi rischi per la salute pubblica.

L’altra accusa è quella di avere mantenuto all´interno del laboratorio pollame vivo privo di certificazione medico-veterinaria che ne attestasse la provenienza in violazione alla normativa sulla macellazione delle carni prevista dal D.Lgs 193/2007.

I finanzieri, insieme al personale specializzato vogliono ora vederci chiaro per capire se, fra gli abituali clienti (sembrerebbe privati cittadini di orgine cinese) vi fossero ristoratori o grossisti. Gli animali sequestrati, intanto, costituenti il corpo del reato, sono stati affidati “in proroga vitae” alla custodia delle associazioni di volontariato per la protezione degli animali.

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