GEAPRESS – Due settimane addietro, in provincia di Treviso, è stato fermato dalla Polstrada un camion adibito al trasporto di cavalli per un macello della provincia di Verona (vedi articolo GeaPress). Irregolarità dovute al mancato rispetto della normativa sul benessere animale durante il trasporto. Il sequestro, il pagamento della sanzione e l’inevitabile restituzione degli animali. Il privato committente era andato subito a riscattarli, predisponendo un trasporto a norma fino al macello. Destinatario italiano e mittente polacco. Proprio dalla Polonia, denuncia ora Italian Horse Protection, arrivano 20.000 cavalli (dati 2009) per la macellazione in Italia.

Un punto nevralgico di rifornimento, si trova a Skaryszew, un piccolo centro agricolo a poco più di cento chilometri a sud di Varsavia.

Gli attivisti di Italian Horse Protection hanno documentato quanto successo il 27 febbraio scorso, nel corso dell’annuale mercato dei cavalli. Presente anche una nutrita rappresentanza della Fondazione Tara, fondata nel 1995 a Breslavia. Gestiscono, tra le altre attività, un rifugio con numerosi cavalli.

Quello che si evince dalle foto di Italian Horse Protection, è un quadro preoccupante, non solo per il benessere dei cavalli ma anche per chi ha l’abitudine di mangiarli. Gli attivisti denunciano come nessun Veterinario è stato visto nel tempo trascorso tra l’arrivo e la partenza dei diversi carichi (circa 12 ore). Arrivano all’interno di camion, van o semplici carrelli, piccoli e sporchi. Finanche al galoppo, come un cavallo magrissimo con in sella un ragazzo. Poi le ferite, i pony e gli altri cavalli, lasciati alla corda per dodici ore, senza bere e mangiare. Finita la contrattazione, avviene il carico nei camion in partenza. Animali stipati senza separatori, così come del resto quelli sequestrati dalla Polstrada di Treviso.

Viene da chiedersi come mai questi carichi riescono a passare indenni ai controlli veterinari di frontiera. Non si tratta di distrazioni difficili da individuare, ma di macroscopiche violazione, come nel caso dell’assenza dei separatori che, come riferisce Italian Horse Protection, sarebbero invece previsti dalle normative comunitarie.

Gli animalisti, giorno 27, hanno protestato. Striscioni, foto orrende di cavalli feriti durante il trasporto. Gli allevatori erano in tanti. Alcuni di loro sono arrivati a Skaryszew con due, al massimo tre cavalli. Sono i cavalli delle zone rurali, che non servono più all’agricoltore. Poi ci sono quelli allevati per la macellazione.

Ci sono anche i camionisti. Ridendo guardano gli animalisti. Altri, invece, ostentano la più assoluta indifferenza. Si sentono sicuri, del resto nessuno gli dice niente. Arrivano cavalli che sembrano scheletri ambulanti, altri feriti. Poi ci sono quelli che cadono nel corso delle maldestre operazioni di carico e scarico. Vengono contrattati in loco. Si costituisce il carico e via. In molti arriveranno nei macelli italiani, tra questi in tanti hanno meno di un anno e mezzo d’età. Siamo in Europa dove, a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato Andrea Zanoni (vedi articolo GeaPress) si è venuti a sapere che l’UAV (Ufficio Alimentare e Veterinario Europeo) avrà a disposizione, forse a partire da quest’anno, cinque ispettori che dovranno vigilare sul rispetto della normativa sul benessere animale.

Avete capito bene, cinque ispettori. Ma non per un paese, cosa che già risulterebbe palesemente insufficiente, ma per tutti i 27 paesi membri, più quelli che esportano verso l’Unione Europea!

E dire che proprio agli allevatori europei è andato il 71% dei settanta milioni di euro destinati al benessere negli allevamenti (vedi articolo GeaPress). I soldi sono stati erogati tramite il Fondo Agricolo europeo per lo sviluppo rurale. Il 29% di questi soldi è andato per studi economici, ricerca, applicazione delle normative…

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