GEAPRESS – Un asinello agonizzante in terra, da giorni all’addiaccio denutrito e disidratato. Poi una pecora, morta di parto, con il feto in parte già apparso e lasciato in tal maniera. Bovini morti, coperti sotto un grosso cumulo di letame e pagliericcio. Un altro bovino, in terra, con la zampa spezzata.

Per il povero asinello il Veterinario ha dovuto disporre l’abbattimento. Le precarie condizioni, però, erano rilevabili per tutti gli animali della stalla di Città di Castello (PG) dove è intervenuto il Corpo Forestale dello Stato del  Comando Stazione di Città di Castello.

Una ventina di bovini ed una quarantina di ovini, tutti  in precarie condizioni igieniche, sporchi, malnutriti e con poca acqua. A fornire loro da mangiare e da bere sono stati gli stessi Forestali.

Il degrado della struttura era comunque molto diffuso. L’intero luogo appariva come una grande discarica di materiale di vario genere. Resti di elettrodomestici, materiale ferroso, copertoni di autocarri, reti per materassi.  Ammassi di rottami frammisti  a liquami derivanti in parte dalla decomposizione del cumulo di stallattico, ivi compresi i bovini malamente ricoperti.

In corso la verifica del regolare possesso degli animali, se cioè effettivamente registrati, come nel caso dell’anagrafe bovina, e detenuti in maniera conforme con  quanto eventualmente risultante nel registro di stalla.

L’intervento, congiunto a quello dei Medici Veterinari dell’ASL territorialmente competente, ha comportato il deferimento dell’allevatore all’Autorità giudiziaria ed il sequestro dell’intera area su disposizione della Procura della Repubblica di Perugia. Strutture ed animali sono stati affidati in custodia giudiziaria al Sindaco di Città di Castello. A prendersi cura degli animali, sono ora due operai del Comune.

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