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GeaPress – Brutte notizie per gli agnelli sequestrati in questi giorni in Sicilia. La prima avvisaglia era avvenuta nei giorni scorsi in provincia di Messina dove, nonostante l’impegno dell’ENPA, era stato già ucciso un intero gregge di capre rinvenuto privo di tracciabilità. A poche ore dal ritrovamento l’uccisione e la termodistruzione delle carni (vedi articolo GeaPress).

La disposizione alla quale gli animalisti si erano appellati sostenendo la possibilità dell’alternativa all’abbattimento è contenuta nel Decreto dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia del  6 novembre 2013 recante “Misure straordinarie di Polizia Veterinaria in materia di Tubercolosi, Leucosi e Brucellosi bovina e bufalina e brucellosi ovo-caprina“.

La disposizione già nelle premesse ritene di “dovere prevedere altresì l’abbattimento e la distruzione di tutti i soggetti appartenenti alla specie ovina e caprina rinvenuti nel territorio, privi di proprietario e di qualsiasi elemento di identificazione ….”.

Il Decreto  richiama anche una Ordinanza Ministeriale emanata a seguito dell’allarme sanitario apparso, oltre che in Sicilia, anche in Campania, Calabria e Puglia. Da tutelare sono le produzioni ed evitare anche talune zoonosi per le quali sono noti casi avvenuti di trasmissione all’uomo.

L’art. 4 dispone così che l’ASP provvede con “l’abbattimento e la distruzione” degli ovini e caprini privi di proprietario e tracciabilità.

Eppure, basterebbe una quarantena per appurare l’eventuale presenza  della malattia, ma proprio in Sicilia, riferisce la disposizione assessoriale, i livelli di brucellosi ovo caprina continuano ad essere quelli più elevati.

C’è solo da sperare in misure alternative adottate dalle ASL, viceversa gli agnelli Pasquali, se privi di tracciabilità, potrebbero tutti finire termodistrutti.

In questi giorni ritrovamenti di animali privi di tracciabilità sono avvenuti, altre che nella provincia di Messina, anche in quella di Palermo e Catania.

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