GEAPRESS – La denuncia è del PAE, Partito Animalista Europeo. Sulle tavole italiana, in occasione delle festività pasquali, potrebbero giungere agnelli clonati. La possibilità non è remota, visto che l’Unione Europea non vieta la vendita e l’importazione di prodotti derivati da carne clonata. La UE, riferisce il PAE, sostiene che l’impatto della clonazione non è ancora stato adeguatamente studiato. L’Italia importa carne principalmente dagli Stati uniti, dal Brasile e dell’Argentina. Da quest’ultimo paese anche gli agnelli…pasquali.

La Commissione Europea, incalzata dalle lobby alimentari americane, non ha vietato la vendita né attuato la regolamentazione dei prodotti derivanti da animali clonati.

Tutti gli animali clonati nascono con difetti genetici“, è quanto affermato da Ian Wilmut, il professore scozzese che ha creato la pecora Dolly (nella foto) e noto come uno dei principali pionieri degli esperimenti sulla clonazione, che continua “La clonazione è un procedimento ancora imperfetto. Dobbiamo procedere in modo cauto“. Un esempio citato dallo scienziato è un agnello ucciso all’età di 12 giorni proprio al Roslin Institute perché i muscoli dei polmoni erano così rigidi da rendergli impossibile il respiro.

Emblematico il commento del Dott. Joyce D’Silva, direttore di Compassion in World Farming: “La realtà della clonazione è ben diversa dalle immagini che si vedono in televisione di qualche bella pecora appena nata. Penso alle centinaia di agnelli clonati nati con terribili malformazioni al cuore, ai polmoni e ai reni. Agnelli che sopravvivono solo pochi giorni e che poi vengono uccisi tra mille sofferenze.”

Il Partito Animalista Europeo ha prima diffidato e poi denunciato il Ministro della Salute (vedi articolo GeaPress) per non avere dato la corretta informazione proprio in merito alla carne clonata messa in commercio. A tutt’oggi nessuna risposta è ancora pervenuta.

E’ profondamente ingiusto  – ha dichiarato il Presidente del PAE, Stefano Fuccelli – nascondere la verità soprattutto su un tema principale come la salute, ai cittadini è stato tolto l’inalienabile diritto alla corretta e libera informazione, senza omissioni o censure, al fine di poter decidere tramite una corretta etichettatura se acquistare o meno carne proveniente da animali duplicati. Come sempre gli interessi delle lobby prevalgono sul diritto del popolo di sapere“.

Forse un motivo in più per riflettere prima di mangiare carne.

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