GEAPRESS – Locali fatiscenti, coltellacci, schizzi di sangue ovunque e bidoni pieni di stomaci, budella, zoccoli ed altri resti pronti a finire, molto probabilmente, nelle bancherelle di frattaglie che si trovano nella città di Palermo. La pecora, come l’agnello, nei piatti pasquali.

Lo scenario che si sono trovati innanzi i Veterinari dell’ASL di Palermo, diretti dal dott. Paolo Giambruno, è stato tremendo. Nel locale adibito a macellazione abusiva nel quartiere Guadagna, le condizioni igienico sanitarie sarebbero apparse  disastrose. Ragnatele e sudiciume un po’ ovunque. Agnelli e pecore già scuoiati ed eviscerati che appaiono nelle foto diffuse oggi  in contatto con il pavimento fetido, accanto ad animali ancora vivi e bidoni pieni di liquami e frattaglie.

Gli animali, probabilmente, venivano macellati in una sorta di bancale in marmo tipico di un vecchio obitorio. I canalicoli per i liquidi organici potrebbero così aver depositato direttamente in terra.  Il tutto in un luogo che non sembra presentare alcuna separazione tra animali vivi e morti. Anzi gli stessi ganci da macellaio sembravano appesi al di sopra del recinto che costringeva gli animali in attesa della morte.

Tra i resti rinvenuti si stanno ora cercando i boli, ovvero le capsule  contenenti il chip identificativo. Questo nel tentativo di accertare l’origine degli ovini. Da verificare dove venivano smaltiti i resti della macellazione.

Nel quartiere Danisinni di Palermo, oggetto di altro intervento avvenuto stamani a cura di Carabinieri del NAS e ASL Veterinaria  (vedi articolo GeaPress) sono stati invece  posti sotto sequestro amministrativo sei cavalli. Sono stati tutti trasferiti presso l’Istituto Zootecnico in attesa di essere restituiti nel caso venga trovata una sistemazione alternativa, ovvero una stalla autorizzata. Secondo indiscrezioni pervenute  a GeaPress, sarebbe stata questa la soluzione per altri cavalli controllati stamani. Gli animali, infatti, sarebbero stati trasferiti in stalle autorizzate che insistono, però, sempre in ambito urbano. Trovati anche un Pit bull ed un Dogo Argentino. Sui cani non vi erano segni di combattimenti. Solo il secondo cane era però microcippato.

Considerata la ripetitività di tali interventi, si vociferava stamani in ambito veterinario, sembra però che l’unico deterrente per i possessori di tali animali (uno dei cavalli correva all’ippodromo) sia solo la confisca, oltre all’abbattimento delle stalle che però, come sottoliena lo stesso Dirigente dell’ASL Veterinaria, interessano parti estese del quartiere di Danisinni. In altri termini, per provvedimenti di questo genere, occorre un intervento deciso della politica.

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