gallina
GEAPRESS – L’ultimo caso si è verificato stamani nella parte alta di corso Calatafimi, periferia ovest della città di Palermo. Un ragazzo di origine centro africana ed un sacchetto che si muoveva.

A notare l’insolito involucro, due volontarie della LIDA di Palermo.

Marilena Oddo e Laura Girgenti si trovavano in un supermercato per acquistare le crocchette per i randagi. All’uscita un ragazzo di colore si è fatto avanti per aiutare con il carrello; poco distante il sacchetto di plastica con all’interno una gallina.

Si trattava di due sacchetti – riferiscono le volontario – uno all’interno dell’altro. Il più esterno era di plastica, il secondo, invece, di carta. La gallina cercava in tutte le maniera di scappare via“.

Sul luogo è subito nata una discussione dal momento in cui quella gallina, per alcuni, rappresentava un pranzo a cui tirare il collo.  Un acquisto, quello della gallina, illegale ma non insolito per Palermo. In città esistono alcuni punti vendita di ex ovaiole. Uno di questi è nel quartiere di Ballarò, proprio nei pressi della piazza dove ogni domenica mattina si sistemano i bracconieri per vendere uccelli selvatici illegalmente catturati.

Le gallinelle, sono stipate in piccole casse di plastica. Vengono vendute ad un euro soprattutto ai cittadini stranieri.

Stamani, però, almeno una di loro si è salvata. La tenacia delle due ragazze ha avuto la meglio, ed infine  la gallina è stata ceduta. Aperto il sacchetto, si è visto come al povero animale erano state tagliate le penne delle ali. Una zampa, invece, appariva rotta. Per la gallinella, salvata dal brodo, si prospetta ora la visita veterinaria.

Dietro tali commerci, potrebbe celarsi una certa convenienza da parte dei produttori, che vedono in tal maniera smaltito il periodico carico di ovaiole ormai fuori produzione.

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