testa maiale
GEAPRESS – Definito dalla Polizia di Stato come “maleodorante e fatiscente”. Si presentava così lo stabile situato  in piena area urbana di Palermo, a due passi dell’ex Fiera del Mediterraneo.

Nessuna area verde attigua, nessuno spazio aperto, ma una delle zona di Palermo a più alta densità abitativa.

Un ex macellaio, secondo la Polizia di Stato, che avrebbe continuato in tal maniera la sua attività. In quel capannone gli Agenti del Commissariato “Libertà”, avrebbero così rinvenuto l’intera filiera: dall’allevamento alla macellazione. All’interno di quattro recinti in muratura, si sono contati 17 suini di varia taglia, che sarebbero risultati privi di marchio identificativo.

Nel casolare attiguo l’area di macellazione. Animali debitamente squartati e scotennati. Nel resoconto della Polizia di Stato si evidenzia come per compiere le operazioni, il casolare era attrezzato di tutto punto, un po’ azienda d’allevamento, un po’ improvvisato mattatoio. In quest’ultima area sono stati trovati cella frigo, congelatori a pozzetto per conservare la carne già macellata,il suino ucciso ma non ancora macellato, ganci d’acciaio appesi al tetto utilizzati a mò di carrucola per compiere l’esecuzione dell’animale, bancone da lavoro da macellaio, diversi taglieri, coltellacci, seghe elettriche taglia ossa ed arrugginite, sangue coagulato e maleodorante e numerosi resti di animali.

La Polizia di Stato è arrivata nei luoghi proprio a seguito dell’attività in atto. Strani movimenti di un furgone che sembrava far da spola.

La mancata tracciabilità dell’animale e della carne già macellata trovata nel magazzino e oltree che le condizion igienico-sanitarie e di sicurezza rilevate a seguito dell’intervento, hanno portato i poliziotti a sequestrare l’intera area ed a denunciare l’uomo per macellazione abusiva.

Il capannone sarebbe inoltre risultato alimentato da un allaccio abusivo della corrente elettrica. Per questo reato, però, ne dovrà rispondere un’altra persona che è risultata avere avuto in gestione  l’immobile prima di consentirne il comodato d’uso gratuito al macellaio.

Le indagini della Polizia di Stato sono ora rivolte a chiarire quali e quante macellerie palermitane sono state rifornite dal macellaio.

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