GEAPRESS – Il video shock è stato girato dagli investigatori di Mercy for Animals negli allevamenti della Sparboe Eggs Farms del Colorado, Iowa e Minnesota. Lo Star Tribune  ha intervistato la Presidente degli allevamenti incriminati. La “capo” si difende  sostenendo che “già” quattro dipendenti “sarebbero” stati licenziati, che avrebbe avviato una indagine conoscitiva del fenomeno, che “loro” al benessere degli animali “ci tengono”. Sarà!

E’ difficile credere che non sapessero quello che avveniva nelle loro aziende. Certo che le oscenità registrate dalle telecamere degli investigatori di Mercy sono tante, come il gioco con il “lazo” con una gallina viva.

Eppure, oltre a questo, c’è altro. Sempre frutto dell’arbitrio del torturatore di turno? Le dimensioni, ridottissime, delle gabbie di filo. Lo sbeccamento dei pulcini, nudo e crudo, senza alcun uso di antidolorifici. L’uccisione dell’animale, sbattendo violentemente la testa contro il bordo della gabbia. Le galline morte lasciate, putrefatte, nelle gabbie insieme alle vive. I pulcini intrappolati e straziati dalle gabbie di filo, e quelli ancora vivi, invece, gettati nei sacchi di plastica. Tutte iniziative dei dipendenti?

La McDonald, che da questi allevamenti si rifornisce, avrebbe fatto sapere, attraverso un comunicato stampa, che “il comportamento è inquietante ed inaccettabile”, ma anche  che il “presunto abuso”  non è avvenuto presso l’impianto dello Iowa, cioè quello che li rifornisce direttamente. Come nascondere la testa sotto la sabbia! MacDonald vuole così rassicurare i clienti che anche loro “tengono” al benessere degli animali.

Volendo c’è un  metodo sicuro, efficace, sicuramente unico, per salvaguardare il benessere degli animali: non mangiarli!

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