GEAPRESS – Ongehoord, in olandese significa “inaudito”, ma è anche il nome della nuova Associazione animalista che ha portato in piazza, quanto trovato negli allevamenti olandesi. Maialini, pulcini ed ora anche conigli. Morti tra le indicibili sofferenze dei mega allevamenti. Per capire, bisogna vedere i luoghi, ed è proprio quello che Ongehoord ha fatto diffondendo un filmato shock relativo ad una indagine che ha riguardato il 10% delle strutture di quel paese (vedi video in calce all’articolo – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI e foto di Ongehoord).
 
In Olanda non vi è un solo macello autorizzato per i conigli. Dopo lunghi viaggi, vengono finiti appesi a testa in giù nella sgozzatrice, dopo una preliminare scarica elettrica che li dovrebbe stordire.

La prima volta che siamo entrati, avevamo le lacrime agli occhi – dicono i volontari animalisti – I loro sguardi ci interrogavano; ferite, animali morti, conigli afflitti da dolori. Ancora oggi – aggiungono i volontari – ci risulta difficile vedere tutto ciò. Speriamo davvero che la gente smetta di mangiare carne“.
 
Ongehoord, ha già filmato altri allevamenti, come quelli dei maiali; ha portato in piazza i cadaveri di pulcini, maialini, e ora anche dei conigli, tutti prelevati dagli allevamenti olandesi. Hanno mostrato finanche il “beter leven”, una sorta di marchio di qualità sul benessere animale rilasciato da una società zoofila olandese e messo in evidenza in uno di questi allevamenti. Ed invece, un quinto dei cuccioli morti prematuramente, comportamenti ossessivi e stereotipati, come la masticazione delle gabbie, poi gli occhi infiammati, tumori evidenti. A undici settimane di vita, si è già pronti per il macello. Mai un raggio di sole, un filo d’erba, impossibilitati a svolgere quello che un coniglio compie naturalmente. Scavare una tana, mettersi con le zampine a costruire cunicoli. Lo facciamo vedere così, non solo nei documentari naturalistici, ma anche nei cartoni animati per i nostri bambini. Quelli “veri”, i conigli che arrivano nei piatti dell’alimentazione carnea, invece, non li mostriamo mai, salvo inchieste animaliste.

In Olanda, fin dal 2006, gli allevatori si erano dati una sorta di autoregolamentazione. Gabbie con maggiore spazio e arricchimenti ambientali. Nulla di tutto ciò, dicono gli animalisti, neanche negli allevamenti di cosiddetta qualità. Tutti gli allevamenti visionati, avevano animali morti, lasciati nelle gabbie assieme a quelli vivi. Sporcizia e sofferenze. Questo riserva l’uomo ai conigli nelle 11 settimane di vita prima di finirli sgozzati.

L’Olanda, comunque, non è il primo paese dove si portano in piazza animali trovati morti negli allevamenti. E’ successo anche in Italia, a Milano, con le manifestazioni di Nemesi Animale (vedi articolo GeaPress), ed ancora a Bologna nel corso di una recente azione dimostrativa per uno stile di vita vegan organizzata da essereAnimali (vedi articolo GeaPress). Nel corso di quest’ultima manifestazione, sono stati filmati anche i volti delle persone che, per la prima volta, hanno visto le sofferenze degli allevamenti. Erano espressioni tipiche del lutto. Chissà perché. 

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