vitello magro
GEAPRESS – Non in aperta campagna ma in pieno centro di Napoli ed in zona ospedaliera. Una sorta di allevamento con altre 100 animali, divenuto oggetto di intervento delle Guardie ENPA di Napoli e delle Polizia Municipale.

In un capannone utilizzato per una attività commerciale erano detenute una trentina di galline in batteria che, secondo l’ENPA, sarebbero state impossibilitaet a compiere il benchè minimo movimento. Stessa sorte per trenta conigli detenuti in gabbie così piccole da non permettere loro neanche di girarsi su se stessi. Anzi, riferisce sempre la Protezione Animali, alcuni di loro erano costretti a calpestare i compagni di cella per poter arrivare a bere, oltretutto acqua sporca.

Trovati anche  50 esemplari di calopsiti detenuti in gabbie non conformi al Regolamento di Tutela Animali.

Finito in quel luogo chissà come, anche un vitello lattante tenuto in un luogo piccolo e con un “tetto” costituito dalla base della gabbia degli uccelli. L’animale si sarebbe inoltre presentato sottopeso così come rilevato dalla visita medico veterinaria. Infine gli escrementi degli uccelli, che gli cadevano in testa.  

Nel luogo erano detenuti anche alcuni cani, trovati privi di microchip. Secondo l’ENPA vivevano sul cemento, mangiando ossa di pollo e pane, con le feci dei volatili sulla testa.

Il “repertorio” di animali comprendeva anche la fauna selvatica rappresentata da 13  cardellini, privi di anello identificativo, quindi di dubbia provenienza. Purtroppo, tutti i cardellini erano in cova per cui si è scelto di aspettare la schiusa delle uova per poi poterli liberare in un luogo idoneo; il trasporto, infatti, avrebbe sicuramente compromesso la cova, momento molto delicato nella vita di questi animali.

Tutti gli altri animali, invece, sono stati sequestrati subito e trasportati in luogo idoneo.

Finalmente, le galline e i conigli hanno potuto camminare su una superficie idonea e non costretti a sostare su grate e in mezzo ai loro escrementi. Il vitello ha raggiunti alcuni suoi simili già sequestrati per una situazione simile e verrà sottoposto a cure medico veterinarie per il suo stato di salute precario.
Il proprietario è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e dovrà ora difendersi dall’accusa di  maltrattamento di animali e  illecita detenzione di avifauna protetta.

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