GEAPRESS – Il primo allarme era stato lanciato lo scorso maggio. Il Ministero della Salute confermava un focolaio in provincia di Napoli, del virus a bassa patogenicità LPAI, sottotipo H5. Il ceppo era stato rintracciato in un allevamento di galline ovaiole e sembrava doversi correlare ad altro allevamento in provincia di Caserta. Apparteneva allo stesso allevatore che aveva provveduto, nel mese di novembre, alla movimentazione dei volatili dall’allevamento di Caserta. Tutti gli animali erano stati abbattuti.

Ora la nuova comunicazione, sempre del Ministero della Salute e nuovo abbattimento dei volatili. L’allevamento, di circa 70 animali, è in provincia di Napoli e, per fortuna, non ve ne sono altri nel raggio di un chilometro. Nel caso sarebbe stato applicato quanto previsto in termini di profilassi sanitaria dal protocollo nazionale. L’influenza di ceppi a bassa patogenicità, sebbene non del tutto esente dai noti rischi di mutagenesi che potrebbero interessare l’uomo, si risolvono in genere nel giro di poco tempo. Le esigenze di difesa delle produzioni, dettano, però, l’abbattimento. Così è già avvenuto anche in quest’ultimo caso per il nuovo focolaio LAPAI.

Recentemente era stato comunicato l’abbattimento di 1300 galline in Calabria, sempre per un focolaio LAPAI (vedi articolo GeaPress). In Emilia Romagna, nel maggio scorso, un allevamento di tacchini ed altro di uccelli ornamentali era caduto, poi, sotto la scure del Piano di Sorveglianza per l’influenza aviaria (vedi articolo GeaPress). Nel novembre 2011 era toccato a due allevamenti di tacchini in Basilicata (vedi articolo GeaPress).

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