agnello pasqua
GEAPRESS – Sit-in scenografico dell’OIPA di Milano in via Mercanti. Si tratta dell’atto conclusivo della grande campagna “M’ama, mi mangia”, che nelle scorse settimane ha invaso con oltre 600 affissioni le metropolitane di Milano, Roma, Torino e Napoli.

Nella ricostruzione che l’OIPA ha proposto  nel centro di Milano, appare una forchetta e un coltello appoggiati ad un piatto colmo di verdure. Al centro, una bambina: è l’agnello, il cucciolo sacrificato per la “tradizione”. Il tutto per rafforzare il messaggio portante della campagna: perché l’agnello, pur essendo un cucciolo, viene considerato cibo e non un essere vivente da amare come il cane e il gatto?

Il consumo di carne di agnello, riporta la nota dell’OIPA, è in calo. Nonostante tutto circa 4 milioni gli agnelli sono uccisi ogni anno in Italia; per gli animalisti si tratta di neonati separati forzatamente dalle loro madri, maltrattati, marchiati e trasportati verso una fine crudele e violenta.

Circa 800.000 muoiono esclusivamente nel periodo di Pasqua.

Lo scorso anno abbiamo avuto grande riscontro da questa particolare forma di sensibilizzazione e abbiamo scelto di riproporla perché crediamo fermamente rappresenti un investimento per il futuro: modificare la coscienza collettiva può realmente salvare la vita di milioni di animali – spiega Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia Onlus – Il messaggio è forte e di impatto, ma non sciocca, piuttosto invita a porsi una domanda e a riflettere sulla risposta. Alla presa di coscienza deve seguire il coraggio di cambiare le abitudini di una vita intera. Abitudini che non valgono certo milioni di vite. Il cambiamento inizia da ognuno di noi. Non nutrirsi di altri animali non è “una moda”, una “forma di protesta” e non dovrebbe rendere chi lo fa “quello diverso”. Rispettare la vita è, e deve essere, la normalità”.

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