GEAPRESS – Lo scorso 12 aprile a Quinto di Treviso, durante la conferenza “Fermiamo i predoni del nostro futuro”, organizzata dall’On. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, in presenza del Direttore Provinciale della CNA di Treviso, Giuliano Rosolen e dell’architetto Enzo Bergamin della Fondazione Villa Emo Onlus, è stato presentato all’intera cittadinanza il Coordinamento NO al Macello di Barcon che unisce quattro associazioni animaliste che operano attivamente sul territorio della trevigiana oltre che a livello nazionale: ENPA, LAC, LAV e OIPA.

Molteplici le argomentazioni dei relatori in merito all’inopportunità dell’opera: tra i molti esempi basti citare che la normativa vigente ne vieta l’insediamento, che l’urbanizzazione, soprattutto industriale, è già abbondantemente sovradimensionata rispetto alla domanda, che l’attività commerciale che si andrebbe a creare fagociterebbe le attività esistenti creando un saldo occupazionale negativo, che i problemi generati dalla viabilità dei mezzi impiegati per la costruzione sarebbe insostenibile, che l’impatto sul territorio sarebbe devastante.

Tutte motivazioni di carattere tecnico-scientifico, alle quali si aggiungono quelle etiche e ambientali del Coordinamento NO al Macello di Barcon, che propone una petizione popolare (presto disponibile anche on-line) indirizzata a Regione, Provincia e Comune per bloccare la costruzione del mega-macello.

Per illustrare efficacemente il punto di vista etico è stato proiettato un video che ha mostrato la breve vita vera di un vitellino dalla nascita alla sua tragica fine prematura in un macello, in una situazione molto simile a quella che prevedrebbe il macello di Barcon, con i suoi 200.000 animali macellati all’anno, in quella che a tutti gli effetti deve essere considerata come una macabra “catena di smontaggio” della quale non c’è assolutamente nulla di cui andare fieri, riferisce il Coordinamento.

Dire no al macello di Barcon, secondo le associazioni animaliste, è un dovere morale che deve coinvolgere l’intera collettività in nome del rigore verso sé stessa per vivere in armonia con l’ambiente, per salvaguardare la propria salute e soprattutto nel rispetto di ogni forma vivente.

Tutta la popolazione non solo di Barcon – comunica il Coordinamento NO al Macello di Barcon – deve far sentire unanime la propria voce: basta alla propaganda demagogica che promette posti di lavoro fantasma (in macello!); basta alla predazione di territorio e alle cattedrali nel deserto; ma soprattutto basta alla morte crudele e di massa di esseri senzienti… gli animali!

Il Coordinamento NO al Macello di Barcon non ci sta e sarà il portavoce di tutti coloro che, sempre più numerosi, pretendono il rispetto degli animali e dell’ambiente.

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