GEAPRESS – Per un diverso rapporto tra uomo e natura, fuori dalle logiche dello sfruttamento in nome del profitto. Questo il tema centrale della manifestazione tenutasi ieri pomeriggio a Brescia contro il progettato mega macello di Manerbio. Sotto la sede della Provincia, perché è lì che si decideranno le sorti del macello dopo l’ok dato dal Sindaco del paesino della bassa bresciana.

Una trentina di persone per la prima uscita pubblica del Coordinamento Contro il Mega Macello e soprattutto tanta attenzione da parte della stampa locale. Soddisfatti gli attivisti del Coordinamento per questo primo presidio, cui faranno seguito altre iniziative, mentre continua ormai da due settimane l’invio di email di protesta indirizzate alla Provincia.

Un macello che disturba, come dovrebbero esserlo tutti. Ma a Manerbio quello che fa ancor di più paura sono le cifre. Dodicimila maiali al giorno. Dodicimila individui, dicono al Coordinamento.

Il tutto per il nuovo investimento di Hamburger Pini, l’azienda italiana che conta già due mega macelli. Un impatto notevole, non solo sulle coscienze ma anche per l’ambiente. Un quantitativo enorme di acqua consumata ogni giorno (quasi sette milioni di litri) per un tipo di alimentazione della quale, tra l’altro, se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. E poi i problemi sulla circolazione stradale. Il macello sarebbe attivo giorno e notte. Una enorme camera della morte sempre affilata ed efficiente sulla vita di 4.380.000 maiali l’anno.

Acqua, liquami e sangue. Un impatto non da poco per la povera pianura padana già abbastanza congestionata dalle pressioni umane.

Le fotografie che mostravamo sotto la sede della Provincia – riferisce il Coordinamento Contro il Mega Macello – provengono tutte da allevamenti della zona. Basterebbero già loro a spiegare. Dalla Provincia, per ora, non sono arrivati segnali.

Intanto, c’è chi si è preoccupato dei lavoratori, ma solo per sapere se assumeranno extracomunitari, altri sul traffico di camion ed il consumo di acqua. Sui maiali, poco, molto poco.

Dalla Provincia arriverà la risposta definitiva. Ma a che punto sono i lavori relativi all’iter? A Manerbio il Sindaco Cesare Giovanni Meletti si è subito buttato sul facile lavoro. Il macello più grande d’Europa, sembra giustificarsi con i posti di lavoro. Grandi aziende che hanno chiuso, come la Marzotto finita all’estero e il problema della disoccupazione. Dovere di una amministrazione comunale, secondo il Sindaco, è dare questa opportunità. A dire il vero, non molto invidiabile. L’intera Manerbio rischia di equivalersi ad un macello di suini. Come potrà diversamente caratterizzarsi un paese che all’ultimo censimento ISTAT rilevava poco più di 13.000 abitanti? In un sol giorno, o poco più, lo stesso numero caratterizzerà i maiali uccisi.

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