GEAPRESS – Eravamo a Manerbio contro il macello e non per i problemi del comparto suinicolo. Questo il messaggio diffuso dal Coordinamento Contro il Mega Macello dopo alcune storture che, secondo gli attivisti, si sarebbero evidenziate in un organo di stampa. Una manifestazione ben curata ed appoggiata da numerose realtà animaliste che dicono no, senza se e senza ma, alla macellazione dei suini. Anzi, ancor più a monte,alla prigionia degli stessi. Quello che conta è che i 300 attivisti che sabato scorso hanno sfilato contro il progettato macello, hanno ribadito il loro no allo sfruttamento animale.

Attivisti da varie regioni d’Italia, ma anche dalla Svizzera e San Marino. Il tutto con l’appoggio di Animal Equality, Nemesi Animale ed EssereAnimali. Realtà animaliste che già in altre occasioni hanno dimostrato di essere abili nel documentare quanto succede dentro gli allevamenti.

Gli organizzatori della riuscita manifestazione sono molto soddisfatti. Anzi parrebbe proprio che allo stato attuale il Comune sia l’unico a volere il macello da 12.000 suini al giorno. Secondo gli organizzatori, infatti, Provincia ed ARPA non avrebbero ancora ricevuto il progetto. Poi ci sono i problemi ambientali e forse anche quelli del trasporto, ma l’importante, per gli attivisti, è che non si macelli nessuno. Anzi, magari provare a liberarli. Dalle gabbie grandi quanto gli stessi animali, dalla vita (breve) passata sempre sotto la luce artificiale, in locali sovraffollati ed in condizioni di stress. Il tutto per finire … insaccati.

Il mega macello di Manerbio, per gli attivisti, è solo un simbolo per denunciare quella che è la realtà dell’industria alimentare. Nessuno, dicono sempre i manifestanti, deve essere rinchiuso dietro le sbarre di un allevamento. Anzi, nessun allevamento, come nessun macello, dovrebbe più sorgere. Né a Manerbio, nè altrove. Certo dall’oggi al domani non si cambia niente. Ma bisogna crederci e darsi da fare. 12.000 animali, trasportati ogni giorno e macellati 24 ore su 24. Meno male, allora, che c’erano i trecento di Manerbio.

In quanto antispecisti – dicono gli organizzatori – ci opponiamo alla prevaricazione e allo sfruttamento dell’essere umano sugli animali non umani, così come sui suoi simili. Punteremo i riflettori – promettono gli animalisti – su quello che comporta lo sfruttamento animale nell’industria alimentare“.

Riflettori che già a poche ore dalla diffusione del video girato in allevamenti suinicoli della bassa bresciana, si erano accesi ben 2600 volte. Duemilaeseicento persone hanno visto prolassi tremendi, l’agonia di un cucciolo, corridoi pieni di animali lasciati al buio, ed altri locali anch’essi pieni di animali morti. Prosciutti, cotechini, costate, mortadelle e salami. Quanto deve costare la loro produzione. In termini di vite, tanto. Quando si arriva a progettare la morte di 12.000 animali al giorno, qualcosa che non va deve esserci. E’ un rifiuto della coscienza, anche se poi le acque saranno depurate e gli altri scarichi tutti eliminati.

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