cinghiale II
GEAPRESS – Controlli intensificati per contrastare quella che la Forestale definisce l’emergenza cinghiali. Ad intervenire, ieri mattina, il personale delle Stazioni forestali di Macerata e Abbadia di Fiastra che ha sorpreso un allevatore  che deteneva un esemplare adulto di cinghiale in un recinto non idoneo ai sensi della normativa sugli animali pericolosi.

L’allevatore, che non sarebbe stato in possesso di alcuna autorizzazione per la detenzione di animali pericolosi, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, con l’accusa di aver violato la Legge 150/1992 che regolamenta la detenzione degli animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica. Le pene considerate per queste vuolazioni vanno dell’arresto fino a tre mesi o ammenda da lire quindici milioni a lire quattrocento milioni.

Il cinghiale è stato prontamente sequestrato dai forestali che lo trasferiranno, in collaborazione con il Servizio Veterinario, in una struttura idonea ed autorizzata per la custodia di specie pericolose.

Già nello scorso anno 26 allevamenti della regione erano stati sottoposti a controllo e contestate 9 sanzioni per diverse irregolarità nella detenzione e tracciabilità degli esemplari, per un totale di oltre 7000 euro.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato l’allevamento abusivo di cinghiali è considerato uno dei più gravi fenomeni che hanno determinato l’esplosione demografica della specie, in quanto alimenta le immissioni illegali per fini venatori, irregolarità più volte segnalate anche dagli organi scientifici competenti.

La finalità dei controlli è quindi quella di verificare la corretta detenzione degli animali ed il loro benessere, assicurandosi però che gli stessi siano tracciabili, registrati e destinati a scopi consentiti dalla normativa vigente, evitando che il mercato clandestino vada ad alimentare invece traffici diretti alla ristorazione senza alcuna garanzia di sicurezza sanitaria o all’immissione abusiva in ambiente naturale.

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