macello pecora
Inguardabile e tutto “made in Italy”. E’ la nuova investigazione di Animal Equality sulla macellazione Halal in uso, per motivi religiosi, presso le comunità islamiche. Una investigazione che vuole precisare fin dall’inizio come non  esista un metodo di macellazione indolore. Una indagine, ribadiscono gli animalisti, che non vuole essere un attacco alla comunità islamica.

La nostra campagna – spiega Matteo Cupi, Presidente di Animal Equality in Italia – vuole semplicemente porre l’attenzione sulla sofferenza di questi animali. Vietare qualsiasi deroga alle leggi sul benessere animale, che secondo noi sono comunque assolutamente insufficienti, è un modo per non permettere che si facciano passi indietro nel percorso legislativo di riconoscimento dei diritti di tutti gli esseri viventi”.

Come è noto la macellazione Halal prevede l’uccisione senza stordimento degli animali. Il sangue, poi, deve andare via.

Scene tremende che appaiono fin dall’inizio quando gli animali di una azienda italiana iniziano ad essere caricati sui camion. Tremendo il calcio ad una povera pecora costretta a passare tra due strette barre  con il “vaff …” chiaramente udibile espresso da uno degli operatori.

Poi il viaggio verso una delle 200 strutture di macellazione autorizzate in Italia. Qui le immagini più forti. Le pecore, una volta legate per le zampe, attendono l’arrivo del coltellaccio che  reciderà la gola. Sangue che spruzza ovunque e la testa spostata di novanta gradi rispetto a quello che istanti prima era l’asse del collo. Poi, nella parte interna della zampa posteriore, viene inserita la canna metallica di un compressore. L’aria  inizia a fluire sotto la cute, consentendo il distacco della pelle.

In pratica, il povero animale, gonfia come un palloncino. Una pecora ancora in vita, nonostante il collo tagliato (si vede chiaramente la sezione della trachea) apre la bocca nel momento in cui viene attivato il compressore. Per Animal Equality la scena assomiglia sempre di più ad un inferno senza ritorno.

Ancora prima di subire il taglio, le pecore appaiono intrise del sangue di chi le ha precedute. Poi il taglio e l’agonia che, secondo Animal Equality, può durare molti minuti. Attorno lo scherno dei macellai.

Eppure la pratica Halal sarebbe ordinariamente vietata dalle norme vigenti in Italia. Nel nostro paese è obbligatorio lo stordimento dell’animale prima della macellazione, ma si può intervenire diversamente grazie ad una  deroga. A tale pratica ricorre ormai un numero sempre crescente di strutture.

L’investigazione di Animal Equality viene resa nota a poche ore dall’inizio della Festa del Sacrificio, che si tiene ogni anno nell’ultimo mese lunare del calendario islamico. L’iniziativa, che si avvale di una petizione pubblicata su macelli.info vuole rappresentare l’invito a non concedere più deroghe per queste macellazioni, così come già avviene in alcuni paese europei. In altri termini, basta macellazione rituale.

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