GEAPRESS – I fatti sono avvenuti l’otto dicembre scorso. Un allevamento abusivo a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, oggetto di ispezione del Servizio Interprovinciale Tutela Animali diretto dall’Ing. Francesco Faragò, unitamente ai Carabinieri del locale Comando Stazione.  Stante le risultanze del sopralluogo, i locali, malamente approntati,  sono risultati in condizioni igienico sanitarie precarie.  In tutto 28 galline, sei conigli ed un suino privo di marca auricolare. Nei luoghi anche un Medico Veterinario quale Ausiliario di PG. Nessuna traccia, invece, del gestore. Di fatto le denunce scaturite sono contro ignoti.

Gli animali, specie i volatili, erano in massima parte detenuti all’interno di gabbie in rete metallica e telai in legno, prive di protezione dal gelo. Qualcuno, infatti, aveva cercato di ovviare al problema con  teli di cellofan del tutto inidonei allo scopo. Il freddo degli ambienti era talmente pungente da avere fatto gelare la poca acqua resa disponibile. Di fatto gli animali non avrebbero mai potuto bere.  Per cibo, inoltre, bucce d’arancia, di ananas e resti di pane ammuffito. Nella recinzione apparivano  chiodi fuoriusciti, spuntoni metallici e sporgenze varie con grave rischio per l’incolumità degli animali.  Nessuna traccia, inoltre,  di pavimentazione. Il terreno era infatti in piena assorbenza. Una situazione vietata dal Regolamento locale di Igiene.

Non meno diversa la realtà nella quale versavano i conigli, con l’aggravio della stabulazione diretta sul nudo metallo. Niente paglia o altro materiale idoneo ad isolare dal freddo.

A dir poco disastroso lo stato nel quale era tenuto il maiale. L’animale, di circa nove mesi di vita, è risultato stremato dal freddo e dalla stanchezza. Era infatti detenuto in un recinto colmo di fango freddo, senza possibilità alcuna di potersi  coricare su un giaciglio di paglia. Nessun luogo asciutto, dunque, dal momento in cui la tettoia approntata  non offriva alcuna protezione dal gelo e dalle intemperie.

Un po’ ovunque gli escrementi mentre nel fango erano addirittura  immersi numerosi rottami. Tra questi pure  un pezzo di lavabo in ceramica, ferri e contenitori in plastica che non consentivano al povero animale neppure un minimo movimento. Totale assenza, inoltre, di cibo ed acqua. Di fatto si trovava in una situazione di denutrizione, disidratazione e shock termico.

Tutto sotto sequestro, dunque e denuncia per le inidonee condizioni di detenzione ex art. 727 Codice Penale e maltrattamento di animali (544 ter Legge 189/04). Tutti gli animali sono stati trasferiti in luoghi idonei ed affidati in custodia giudiziaria al Sindaco di Lonate Pozzolo. L’indagine è diretta dal PM dott.ssa Raffaella Zappatini della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Dopo la ricezione degli  atti del sequestro, si è così inoltrato al GIP  dott. Luca Labianca, la richiesta di convalida del sequestro preventivo. La convalida è pervenuta il 19 dello scorso mese.

Ai Carabinieri di Lonate Pozzolo, i ringraziamenti del Servizio Interprovinciale Tutela Animali.

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