GEAPRESS – Che fine ha fatto la direttiva sulle galline ovaiole? Per anni era stato detto che i poveri pennuti, costretti per la breve vita imposta a sfornare uova, sarebbero usciti dalle gabbie. Dal primo gennaio di quest’anno, poi, la scadenza sarebbe stata perentoria. Ed invece non solo sono ancora lì dentro, ma anche per quelle costrette nella cosiddette gabbie arricchite, le condizioni non sono poi cambiate granché. Capannoni illuminati in maniera artificiale e gabbie appena più grandi con lo zerbino in plastica di pochi decimetri quadrati che li dovrebbe far razzolare. Incredibile poi il ridicolo separé che dovrebbe garantirgli un minimo di tranquillità. Un po’ come chiudersi in una tenda da spiaggia dentro un autobus nelle ore di punta. Fascette di gomma, nel caso delle galline, poste penzoloni dal basso tetto metallico.

Alcune di loro, degli allevamenti intensivi, sono state portate via. Non proprio di loro iniziativa anche perché, viene da pensare, se avessero potuto, sarebbero andate via tutte. Dieci di loro, ancora giovani. Lo rivendica Nemesi Animali che ha diffuso foto e filmati di uno dei tanti allevamenti che, come dicono gli stessi animalisti, riescono a documentare. Un allevamento come tanti. L’unico particolare che viene dato è il luogo, ovvero nella regione Lombardia, e il mese: aprile 2012. Di sicuro chi ha fatto quel filmato deve essere ben informato, visto che si sente (e si vede) tra gli schiamazzi di galline e macchinari, pure il distributore meccanico di mangimi all’opera. Poi la gallina viene fatta uscire dalle gabbie. Riapparirà, assieme ad una fortunata compagna, in aperta campagna. Per lei un riparo sicuro e, per la prima volta nella sua vita, una lettiera in paglia.

Non sono ancora malmesse, le dieci galline di Nemesi Animale. Hanno il becco rotto, perché così provocato dall’uomo per evitare che si feriscano nello stress dell’allevamento. Il loro piumaggio, però, è decente e non presentano patologie visibili. Sono giovincelle, appena quattro mesi. In allevamento non si va oltre i due anni. Poi producono meno e diventano un costo. Verranno macellate, anche se una gallina vorrebbe vivere tutta la sua vita. Dieci anni e più.

Per Nemesi Animale le differenti tipologie di allevamento previste dal legislatore, non sono le soluzioni per venire incontro al benessere animale. Anzi rappresentano la volontà di zittire chi vuole porre fine al loro sfruttamento. Motivo per cui, qualcuno ha preso le dieci galline e le ha portate da qualche parte. Un gesto di disobbedienza, sicuramente sul diritto di proprietà che include, purtroppo per loro, anche le galline. Una disobbedienza, confermano da Nemesi Animale, ma civile dal momento in cui nessuno può arrogarsi il diritto di imprigionare.

Le dieci galline sono delle ambasciatrici – dicono gli animalisti – titolate a rappresentare anche gli animali con .. il separé in gabbia.

Intanto, le fortunate galline sono ora in un posto magnifico e possono finalmente conoscere quel mondo finora loro privato dagli esseri umani. Per chi volesse dare un contributo immediato c’è poi la scelta vegan. Senza prodotti animali e, per questo, senza gabbie. Di ovaiole come di altri animali prigionieri dell’uomo.

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