suini morti
GEAPRESS – L’intervento del Corpo Forestale dello Stato è scaturito nell’ambito di un vasto controllo teso alla individuazione delle fonti inquinanti il fiume Aterno. La Forestale sottolinea a questo proposito come il corso d’acqua sarebbe fa tempo afflitto dalla presenza di Salmonella.

Nel corso delle indagini è stato così individuato in provincia un impianto zootecnico che è stato sottoposto alla verifica della corretta gestione dell’allevamento. Per questo, al fine di valutare i diversi aspetti inerenti la corretta gestione dell’allevamento, il Comandante Provinciale di L’Aquila, Dott. Nevio Savini, valutata la complessità degli accertamenti, ha incaricato delle indagini le diverse specialità del Corpo Forestale dello Stato così da poter individuare e verificare tutte le criticità dell’allevamento. È quindi intervenuto il personale del NIPAF, del NIRDA, del NAF, coordinati dal Commissario Capo Irene Sebastiani. E’ stato altresì richiesto l’ausilio del Nucleo di Polizia Giudiziaria Ambientale presso la DDA di L’Aquila.

I Nuclei specializzati nei settori della corretta gestione dei rifiuti, benessere degli animali e nella prevenzione e repressione dei reati di natura ambientale a competenza distrettuale, hanno così iniziato le indagini che hanno portato al sequestro dell’allevamento. Oltre agli aspetti autorizzatovi relativi alla gestione dei rifiuti, al centro delle attività degli inquirenti cono finiti 30 suini morti che giacevano in una sorta di cimitero all’area aperta. Questo sarebbe stato costituito da due fosse comuni senza nessun presidio di protezione sanitaria ed ambientale e senza le prescritte certificazioni veterinarie dirette a determinare le cause dei decessi e le prescrizioni per lo smaltimento.

Su richiesta del personale operante sono intervenuti i medici del Servizio Veterinario della ASL di L’Aquila che si sono riservati di approfondire ulteriori aspetti sanitari collegati alle carcasse abbandonate.

Il Comandante Provinciale di L’Aquila, Dott. Nevio Savini, ha affermato come “le unità operative territoriali svolgono servizi mirati al monitoraggio e controllo soprattutto lungo le aste fluviali e negli ambienti rurali al fine di scongiurare la presenza di scarichi non autorizzati che spesso sversano liquami nei corpi recettori, compromettendo di fatto le importanti e delicate matrici ambientali presenti sul territorio provinciale”.
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