GEAPRESS – E’ stata vista annaspare nelle acque del porto di Eilat, in Israele. Qualcuno riferisce di un pellicano in difficoltà, ed invece era una pecora. Per l’esattezza una pecora australiana con il vello intriso d’acqua che la stava trascinando al fondo. Un ragazzo di 14 anni non è stato molto a pensare e, tuffandosi in acqua, ha portato il salvo la pecora. Ma cosa ci faceva una pecora australiana nel porto di Eilat? Era semplicemente destinata, assieme ad altre migliaia di animali stipati in una nave all’ancora, ai macelli locali. Luoghi, notoriamente, dove si pratica l’uccisione senza stordimento, ovvero per dissanguamento. Un’usanza religiosa comune alle popolazioni ebraiche e musulmane.

Sulla vicenda sono ora intervenuti gli animalisti australiani che denunciano come ogni anno, milioni di pecore vengono ammassate in nave per lunghi viaggi in medio oriente. Per loro, l’unica macellazione consentita sarà quella rituale.

La povera pecorella australiana, però, non aveva ancora concluso la sua odissea. Il suo proprietario, infatti, una volta venuto a conoscenza del salvataggio, la pretendeva indietro. Evento per fortuna scongiurato dall’insistenza delle persone che avevano collaborato al salvataggio. Sarah, cosi è stata chiamata la pecora, è stata accolta in un rifugio presso un vicino Kibbutz. La delicatezza mostrata dalla pecora, ha consentito che diventasse la beniamina dei bambini delle tipica comunità israeliana.

In Australia, invece, si ricorda il dramma di milioni di ovini ogni anno esportati. Lunghi viaggi in nave, seguiti da altrettanti lunghi viaggi in camion, verso i macelli…con dissanguamento.

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