GEAPRESS – Ad alcuni non era già piaciuto quel prosciutto bio messo in premio al BioFestival di Grottamare (AP). Questo perché, dicono dall’Associazione Arca 2000, la filosofia dell’alimentazione biologica è improntata al biocentrismo ed al rispetto degli animali e dell’ambiente (fosse solo per la produzione del carico inquinante e dello spazio occupato da questi allevamenti). Ma addirittura mettere in palio un “vitello bio”, ce ne vuole. Tanta indignazione, dunque, per un vitello (biologico) trattato come premio della lotteria del BioFestival. Alla stessa stregua di una damigiana di olio extravergine (biologico), di una bicicletta, di un buono spesa (biologica) e di un altro animale già fatto a pezzi, ovvero il prosciutto (biologico).

Una festa dove compare anche Legambiente e la ditta di settore che ha tra i suoi soci lo stesso Sindaco. Non che questo sia vietato, ma Grottammare coincide essere anche il centro delle mille polemiche sulle fiere di animali ed i nulla osta comunali (vedi articolo GeaPress).

E pensare – dicono dall’Associazione Arca 2000 – come in tante altre parti d’Italia i festival del biologico ospitano stand di alimentazione vegetariana e prevedono programmi d’incontri per la diffusione di una alimentazione cruelty -free“. A Grottammare, però, il primo premio è un vitello, in carne ed ossa (biologiche).

Da venerdì a domenica prossima, ovvero i giorni della manifestazione, incombe dunque la protesta animalista che ha già sommerso di mail le ditte partecipanti, l’amministrazione comunale e i giornali.

Vi rammentiamo – dicono gli animalisti – che nei Comuni civili, dove vige un regolamento per il benessere degli animali, è vietato mettere in palio animali come premi in lotterie e quanto altro, questo divieto è motivato da ragioni etiche di rispetto verso i nostri fratelli animali che non sono merce da vincere e barattare in cambio dell’incasso di un biglietto della lotteria“.

Per 2,5 euro, infatti, a Grottammare ti puoi portare a casa una damigiana di olio come un vitello, entrambi bio. Forse a qualcuno, di diversa sensibilità, l’essere bio fa scordare il macello.

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