GEAPRESS – L’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Claudio Sacchetto, ha nei giorni scorsi reso noto come la sua regione, la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna hanno chiesto al Ministro Catania di non anticipare al 2013 i lavori di adeguamento alla direttiva sulle galline ovaiole. Infatti, il Ministero delle Politiche Agricole ha ridotto di un anno, ovvero dal 2014 al 2013, la proroga per l’adeguamento delle strutture destinate all’allevamento delle galline ovaiole.

L’Assessore Sacchetto, però, si è scordato di precisare come in realtà quei termini sono già scaduti il primo gennaio 2012 e che il tentativo del Ministro è solo quello di rispondere alla lettera di messa in mora inviata dall’Unione Europea. Fatto, quest’ultimo, ignorato nella missiva di Sacchetto.

Sulla vicenda interviene ora l’Associazione Animalisti Italiani Onlus. Tramite il suo Presidente, Walter Caporale, l’Associazione sostiene come l’Assessore all’Agricoltura piemontese Sacchetto, oltre che a perorare con enfasi le difficoltà economiche degli allevatori nell’adeguarsi alle doverose modifiche delle gabbie, ha giudicato nel contempo eccessive le misure sul benessere animale imposte dalle normative europee.

Evidentemente – ha dichiarato Walter Caporale – ci sono politici che non hanno tutt’ora metabolizzato il concetto che il ruolo da loro ricoperto è di essere al servizio dell’intera comunità, e non al solito di una o più lobby legate all’allevamento, alla caccia o quant’altro, notoriamente serbatoio elettorale di voti, e che non è competenza sua o di altri contestare e frapporre impedimenti all’espletamento delle norme emanate dall’Unione Europea.”.

Ad infastidire è stata in modo particolare una dichiarazione di Sacchetto circa il fatto che gli allevatori avrebbero lavorato nel 2011 per l’adeguamento alla norma. In realtà l’Italia ha avuto ben dodici anni di tempo per adeguarsi alla Direttiva, ma pochissimo è stato finora fatto, tanto da determinare la lettera di messa in mora dell’Europa. In definitiva, una ulteriore proroga dei tempi, potrebbe comportare un appesantimento delle sanzioni che graverebbero però, non sugli allevatori inadempienti, ma sui cittadini tutti.

A prescindere dalla lettera di messa in mora per la mancata attuazione della Direttiva 1999/74/CE recapitata dalla Commissione UE al Ministero della Salute nei primi mesi del 2012 – ha aggiunto Michele Di Leva, Rappresentante torinese di Animalisti Italiani – si continua ad intravedere un anomalo comportamento in Assessori regionali, in primis Sacchetto della Regione Piemonte. Si auspica pertanto che la richiesta sopra evidenziata da parte di alcuni assessorati all’agricoltura venga ignorata e che tali Assessorati siano esortati a rispettare le date imposte dal Ministero relativamente al benessere delle galline ovaiole. Tutto ciò, anche per evitare l’ennesimo e molto poco onorevole richiamo da parte degli organi deliberanti dell’UE”.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati