GEAPRESS – Ad annunciarlo, ancora una volta, è l’On.le Andrea Zanoni, l’europarlamentare dell’IdV da sempre vicino alle problematiche degli animali e dell’ambiente. La Commissione Europea ha oggi inviato la lettera di messa in mora nei confronti dell’Italia ed altri 13 paesi (Belgio, Bulgaria, Grecia, Spagna, Francia, Cipro, Lettonia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Romania) che non hanno ancora adempiuto agli obblighi derivanti dal recepimento della Direttiva di settore sugli allevamenti di galline ovaiole, entrata in vigore nel 1999.

Già dal primo gennaio, doveva essere tutto pronto, ovvero tutto riconvertito alle migliorie previste dal regolamento europeo. Niente di fatto, invece, e pure con l’aggravante che alcuni paesi tra i 13 ancora inadempienti sono entrati nella Comunità Europea solo pochi anni addietro. Avevano cioè minor tempo per adeguarsi, a differenza dell’Italia e di pochi altri che invece hanno perso, ricorda l’On.le Zanoni, ben 12 anni (vedi articolo GeaPress).

Dal 1 gennaio 2012 tutte le galline ovaiole devono essere allevate nelle cosiddette “gabbie modificate”, ovvero di almeno 750 centimetri quadri, lo spazio indispensabile per deporre, razzolare e appollaiarsi” ha dichiarato l’On.le Zanoni “La nuova Direttiva specifica poi che queste nuove gabbie devono essere provviste di un nido lettiera, di posatoi e dispositivi per soddisfare i propri bisogni biologici e comportamentali”.

A complicare le cose ci sono anche i paesi che, a differenza del nostro, hanno adeguato la loro produzione e che non vedono di buon occhio l’immissione nel mercato di uova provenienti da allevamenti ancora non a norma e che potrebbero presentare prezzi minori. Una furbizia che a questo punto potremmo pagare caro. Appena due mesi, dalla lettera di messa in mora, la scadenza imposta dall’Europa. Cosa sarà possibile fare dopo 12 anni di quieto vivere (sulle penne delle galline …).

L’Italia non si è ancora messa in regola, ma ha aspettato l’avvicinarsi dell’entrata in vigore del divieto per iniziare a chiedere deroghe, come la Regione Veneto – ha aggiunto Zanoni – dove l’assessore Manzato ha avuto la faccia tosta di chiedere a Bruxelles più tempo e contributi aggiuntivi”.

Se il nostro paese, nonostante i dodici anni di tempo sprecato, non si adeguerà, partirà la procedura di infrazione.

Come Vicepresidente dell’Intergruppo Benessere degli animali al Parlamento europeo – ha assicurato l’On.le Zanoni – seguirò in prima fila l’andamento dell’adeguamento italiano affinché non solo siano rispettate le regole comuni ma anche non si verifichino più indecenti spettacoli di povere galline costrette a vivere in uno spazio grande come un foglio di carta”.

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