GEAPRESS – Sono tornate le mozzarelle dei puffi, ovvero i formaggi di pasta filata con un colore decisamente poco invitante. A differenza dello scandalo occorso in Piemonte nel giugno 2010 (la produzione era infatti tedesca), questa volta sembrerebbe tutto italiano, salvo importazioni. Di sicuro italiana è l’industria casearia di Frosinone,  e, ovviamente, il grande supermercato del luogo ove venivano vendute le mozzarelle. Secondo la Questura di Frosinone, le mozzarelle diventano blu all’apertura della busta.

Le indagini della Polizia di Stato sono scattate a seguito di una denuncia di un cittadino, lo scorso 30 dicembre. L’uomo, un insegnante della zona, aveva dichiarato che la mozzarella era diventata blu all’apertura della busta. La Polizia ha provveduto a sequestrare l’intero lotto caseario dal quale proveniva la mozzarella blu, inviando i campioni per le opportune analisi presso i laboratori dell’ASL di Frosinone.

Nella provincia di Frosinone vi sono numerosi allevamenti non solo per la produzione di formaggi di latte di mucca, ma anche di bufala.

Nel corso delle indagini della Procura della Repubblica di Torino, si appurò, invece, la provenienza straniera del prodotto caseario o comunque del latte dove si era rifornita anche una nota industria casearia italiana.

COSA PROCUDE IL “BLU” NEI FORMAGGI – E’ TUTTO NOTO DA TEMPO

Nel ciclo di produzione dei prodotti caseari, probabilmente a causa dell’acqua di lavorazione, avviene la contaminazione con il batterio Pseudomonas fluorescens. Quest’ultimo, attaccando la caseina, ovvero la principale proteina del latte, produce pigmenti fluorescenti (pioverdine) responsabili della comparsa di aree con colorazione verde blu. Il batterio, in genere, attacca proteine contenenti ferro complessato, come ad esempio l’emoglobina del sangue (in questo caso i prodotti sono quelli carnei, ma anche medicamentali). Quando il substrato non presenta ferro, il batterio può prelevare il fosforo. E’ questo il caso dei prodotti caseari, dove il fosforo viene ottenuto dalla caseina, ovvero una proteina legata alla molecola dell’acido fosforico esterificato (proteina coniugata). Il prodotto caseario, risulta acidificato e, grazie al pigmento, assume la tipica colorazione bluastra.

Secondo alcuni autori, nel caso dei prodotti tedeschi del 2010, la contaminazione potrebbe essere avvenuta non tanto con l’acqua di lavorazione, quanto con il sale marino del mare del nord. Bisogna però dire che il Pseudomonas fluorescens è un batterio diffusamente presente in natura. Fa parte, ad esempio, della flora del cavo orofaringeo umano, tanto da rinvenirsi in genere in ambiente ospedaliero. La sua pericolosità per l’uomo è limitata ai soggetti immunodepressi. Diverso discorso per le ricadute economiche, come nel caso dei prodotti caseari. L’azienda italiana del 2010, dichiarò una perdita pari a 2,5 milioni di euro.  

N.B. Una successiva nota della Questura di Frosinone, precisa che le mozzarelle oggetto di sequestro cautelativo, non risultano essere state prodotte e confenzionate nella provincia di Frosinone. Potrebbero provenire dall’estero

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