GEAPRESS – Un video agghiacciante, che di sicuro fa passare la fame. Tutti i passaggi della “produzione” di Foie Gras, dal pulcino di oca, alla gabbietta tipo tostapane, all’alimentazione forzata, fino allo stordimento che non tanto stordisce e alla lama che sul collo da prova di vitalità. Poi il ventre della povera oca. Interamente occupato dal fegato. Finirà sui palati dei buongustai che, forse, una passeggiata in quegli allevamenti, farebbero bene a farla.

Di sicuro ad essere stati per parecchio da quelle parti, ma in incognito, sono stati gli animalisti di Animal Equality, l’organizzazione internazionale in difesa di tutti gli animali, attiva in Regno Unito, Spagna, Germania, Italia, India e Venezuela. I risultati di quella ricerca li hanno pure pubblicati in un sito in lingua italiana completo di materiale fotografico e video, dossier informativo, dichiarazioni di veterinari ed esperti di benessere
animale.

Ciò che abbiamo documentato sono scene terribili di animali confinati in minuscole gabbie, affetti da stress e depressione, feriti dal tubo che ogni giorno gli viene spinto nell’esofago per far passare il cibo, oppressi da problemi respiratori e di deambulazione per le abnormi dimensioni raggiunte dal fegato, maltrattati e lasciati morire senza cure”, afferma Francesca Testi, portavoce di Animal Equality in Italia.

In Europa il foie gras è ancora prodotto legalmente solo in 5 paesi: Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio. La Francia è il maggior produttore ed esportatore, ogni anno sono infatti prodotte oltre 800.000 tonnellate, circa 700.000 oche e 37 milioni di anatre vengono macellate per questo.

In Italia la produzione di foie gras è stata vietata nel 2007 tramite un decreto legislativo che ha definito l’alimentazione forzata come una ‘tortura’. Tuttavia la distribuzione in Italia continua ancora oggi, ponendo il nostro paese in una posizione di incoerenza con quanto affermato nel decreto legislativo”, afferma sempre Francesca Testi.

Con queste premesse Animal Equality lancia in Italia una campagna per chiedere a diverse catene di supermercati (Auchan, Bennet, Conad, Coop,Esselunga, Sma, Super Elite) di rivedere le scelte aziendali in merito alla distribuzione di ‘foie gras’ in Italia, fornendo dichiarazioni pubbliche ed ufficiali che annuncino la cessazione immediata della vendita di un prodotto ottenuto con così tanta violenza sugli animali.

Sul piano internazionale Animal Equality chiede inoltre, attraverso una petizione, a John Dalli (Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei Consumatori) di presentare una proposta di legge che vieti l’importazione e la vendita nell’Unione Europea di prodotti animali provenienti dall’alimentazione forzata, come quella recentemente approvata nello stato della California. Nel 1998 l’Unione Europea attraverso gli studi del Comitato Scientifico per la Salute e il Benessere degli animali, pubblicò un rapporto dove si concluse che l’alimentazione forzata per la produzione di ‘fegato grasso’ era dannosa per il benessere dei volatili. E’ ora di dar seguito a queste dichiarazioni in maniera concreta.

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