GEAPRESS – Individuati nel giro di pochi giorni. Probabilmente già conosciuti nell’ambiente. La Polizia di Stato, Sezione Antiterrorismo della Digos di Firenze, è arrivata a loro a seguito di serrate indagini. Si tratta dei tre componenti del commando che la notte del 31 dicembre ha danneggiato, incendiandoli, otto automezzi del “Centro Latticini” di Montelupo Fiorentino. Poi i gravi danni al capannone stoccaggio merci dell’azienda.

L’azione era stata firmata con la sigla ALF (Animal Liberation Front). Si tratta di due fiorentini di 23 e 29 anni (il primo ora in stato di fermo) ed un quarantunenne di Reggio Emilia. Gli ultimi due sono attualmente irreperibili e secondo la Polizia di Stato sono fuggiti all’estero. Secondo le voci girate nelle ultime ore, l’attivista di Reggio Emilia, sarebbe stato un militante della LIDA (Lega Italiana Diritti Animali) di Firenze. L’associazione ha però riferito al quotidiano La Nazione di non avere più tra i suoi tesserati l’attivista ora ricercato. Questo fin dal 2011. Da allora non aveva più notizie di lui.

I tre militanti sono accusati anche degli attentanti commessi negli ultimi mesi in Toscana. L’otto ottobre scorso in un salumificio di Monteriggioni (Siena). Il 28 ottobre per un attentato incendiario ai danni della ditta Rignano (FI) specializzata nella lavorazione degli scarti di macellazione ed il 25 novembre per l’incendio del furgone dei macelli comunali avvenuto a Valdarno, in provincia di Arezzo.

Nelle indagini della Polizia di Stato è stato a quanto pare determinante il video diffuso in rete sull’attentato al “Centro Latticini”. Il video, infatti, ha contribuito in maniera determinante all’identificazione dei tre.

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