GEAPRESS – La Festa  del Sacrificio (Id al-Adha), che ricorda il Sacrificio di Abramo, quest’anno cade il 6 di novembre e nei tre giorni successivi; due mesi e dieci giorni dopo la festa di fine Ramadam, nel mese lunare islamico.

Una festa musulmana, che come molte feste cristiane o comunque monoteiste, trasferisce il sacrificio, che dovrebbe essere simbolico e coinvolgente solo gli  umani, ad un altro essere vivente. E…purtoppo, il sacrificio è tutt’altro che simbolico!

Questa festa ricorda l’immolazione del figlio di Abramo, Ismaele, ordinata da un comando divino e bloccata in extremis dall’Angelo: a farne le spese fu un montone e da millenni a farne le spese, per celebarne il ricordo, sono i montoni!

Per la Festa Grande si uccidono ovini, caprini, bovini o camelidi, integri ed adulti; la macellazione deve essere rituale, per dissanguamento; non è previsto lo stordimento!

Una mattanza, perchè solo in caso di bovini o camelidi un animale può essere ucciso per conto di più persone, fino a sette.
La carne del vivente ucciso viene divisa in tre parti, una mangiata subito tra i familiari, una parte conservata e la terza parte distribuita ai poveri.

Ogni anno per la Festa del Sacrificio vengono sgozzati migliaia di ovini adulti, il paragone con gli agnelli della Pasqua cristiana è inevitabile. Così come è inevitabile il paragone con le macellazioni dei suini che ogni anno, in Italia, sono portate a compimento al di fuori di qualsiasi controllo nei casolari di campagna, ma anche nei garage delle città.
Quante vasche da bagno inondate di sangue ci saranno per questa festa?

Lo scorso anno l’Unione delle Comunità islamiche in Italia aveva lanciato un appello contro le macellazioni illegali, chiedendo ai fedeli di rispettare le norme che regolano la macellazione degli animali.

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