GEAPRESS – Ci sono pure due puledri di poche settimane di vita tra i poco meno di trenta cavalli recuperati nel territorio comunale di Lucoli, in provincia de L’Aquila. E’ il nuovo fenomeno del randagismo italiano, ovvero quello equino. Non proprio totalmente abbandonati ma comunque lasciati per tanto tempo allo stato brado da acquisire abitudini tipiche della selvaticità. Non solo cavalli, comunque, ma anche bovini.

Cavalli e bovini, sono i pratogonisti del pascolo abusivo a basso costo. Nessuna microchippatura e, pertanto, totale impossibilità di rintracciare i proprietari. Questi ultimi, nel caso, dovrebbero rispondere del reato di cui all’art. 636 del Codice Penale (introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo).

I cavalli sono stati radunati eseguendo un’Ordinanza del Comune di Lucoli, emessa a seguito degli incidenti stradali causati dagli animali. Al momento del loro raduno, si trovavano nei pressi della Strada Statale 696, in località “Chiesola”. Le operazioni sono state coordinate, nei giorni scorsi, dal Comando Provinciale de L’Aquila del Corpo Forestale dello Stato intervenuto anche con il personale della Stazione di Lucoli.

Difficilmente i padroni degli animali si faranno avanti per rivendicare la proprietà degli animali. Gli sarebbe contestato il reato oltre che le sanzioni amministrative previste in violazione del regolamento di Polizia Veterinaria. In più dovrebbero pagare le spese di mantenimento e custodia presso i locali della stalla di sosta dell’ASL. Sia l’Azienda sanitaria che incaricati dello stesso Comune, hanno partecipato alle operazioni di cattura.

Che fine faranno gli animali? Potrebbe anche finire male. Per ora sono al sicuro nella stalla di sosta in attesa (improbabile) dei proprietari. Poi verranno acquisiti dal patrimonio della Stato e messi all’asta. In linea teorica, forse non tanto teorica, potrebbero finire anche in un macello.

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