GEAPRESS – Le immagini che mostriamo in fotogallery sono relative al recupero di dieci cavalli che da venerdì 3 febbraio fino a mercoledì 8 hanno resistito a 1700 metri di quota in una zona montana ricadente nel Comune di Pescasseroli (AQ). All’operazione di recupero hanno partecipato, oltre al proprietario, anche alcuni volontari e il Corpo Forestale dello Stato. Affrontando condizioni estreme, il gruppo di soccorritori è riuscito ad avvicinare i cavalli, circa una decina, al centro abitato. Questo distava ancora un’ora e mezza di cammino. Nei luoghi vi erano due metri e mezzo di neve.

Perché succede tutto questo? Perché la legge consente il pascolo brado e lo finanzia pure, con abbondanti contributi della Comunità europea. In pochi si interessano degli animali, neanche quando, con molti giorni di anticipo, viene diffusa l’allerta meteo.

Un arrivo molto annunciato“, dice a GeaPress il Vice Questore del Corpo Forestale dello Stato dott. Luciano Sammarone. Evidentemente, però, la perdita degli animali viene messa in conto. Un costo sostenibile, alla luce anche dei contributi pubblici e di quelli, anch’essi pubblici, che finanziano i soccorsi.

A tale proposito, sempre la Forestale, cita il caso clamoroso di un allevatore di ovini di Lecce nei Marsi il quale, dopo due giorni di lavoro della Protezione Civile, del Comune e dello stesso Corpo Forestale dello Stato, che erano riusciti ad assicurgli l’ingresso nella sua azienda, si è rifiutato di provvedere all’acquisto di fieno ed altro mangime. Non ha voluto neanche noleggiare i mezzi necessari per provvedere a rendere fruibile le poche decine di metri di sentiero ingombro di neve, che congiungeva la stalla al fienile. Quale migliore sintesi, commentano a denti stretti i soccorritori, di uno Stato al quale tutti chiedono e poco danno?

La Forestale tiene a precisare che non tutti gli allevatori agiscono in tale maniera. A Scanno, come a Villetta Barrea, Barrea e Roccaraso, vi sono persone capaci e competenti che nell’emergenza non hanno creato alcun problema. Ai loro animali, così come alla macchina dei soccorsi. Purtroppo altri, dicono sempre alla Forestale, soprattutto quelli che allevano cavalli e bovini allo stato brado e semibrado, confidano in madre natura sperando, bene che vada, che non debbano verificarsi eventi come quelli di questi giorni.

La legge glielo consente. Animali lasciati da soli anche in alta montagna senza custodia. Le conseguenze sono facilmente immaginabili e non solo in occasione di eventi eccezionali. Basti considerare le strutture che caratterizzano stalle, fienili e capannoni. Dovrebbero rispondere a rigorosi criteri di stabilità e solidità, ed invece si tratta spesso di locali malamente approntati, pronti a crollare sotto il peso della neve. Il costo dei soccorsi è sociale. Grava cioè sulle tasche dei cittadini, mentre i contributi per gli allevamenti arrivano regolarmente. Costi ridotti e casse aperte, sebbene solo in entrata.

Il pascolo brado, cioè, è funzionale ad altro ivi compreso, forse, un secondo (o primo) lavoro. La vita degli animali, il sacrificio dei soccorritori e le tasche dei contribuenti, pagano tutto il resto.    

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