GEAPRESS – Ieri la dichiarazione dell’Assessore Regionale Rabboni in risposta al comunicato della Consigliera Regionale dei Verdi, Gabriella Meo, che aveva denunciato la possibilità di macellazione di alcuni equini in uso, fino ad ora, da parte della Regione (vedi articolo GeaPress). I cavalli, anche se DPA, ovvero destinati al consumo umano, non verranno macellati. Anzi, secondo l’Assessore, mai avrebbero potuto esserlo, dal momento in cui il bando di cessione prevede solo le categorie degli allevatori professionali. La sigla DPA, poi, non significa necessariamente che verranno macellati.

Sono soddisfatta delle rassicurazioni dell’Assessore regionale Rabboni sul fatto che i cavalli della Regione verranno venduti solo ad allevatori professionisti per la riproduzione e non prenderanno la via del macello” ha dichiarato la Consigliera dei Verdi Gabriella Meo.

Chi assicura, però, che alla fine della loro vita non li aspetta una brutta sorpresa?Per evitare ciò, secondo la Meo, serve una garanzia definitiva che può essere data soltanto dalla dichiarazione di esclusione dalla macellazione per la produzione di alimenti per il consumo umano, che è irreversibile e vincolante anche per gli eventuali futuri proprietari. La Consigliera Meo, infatti, aveva chiesto che venisse cambiata la classificazione degli animali da DPA (produttore di alimenti) a non DPA. Fatto possibile, sempre secondo la Meo, ed in qualsiasi momento.

Infatti, il Decreto interministeriale 5 maggio 2006 istituisce l’anagrafe degli equidi e prevede all’art. 5 che tutti gli equidi siano dotati del documento di identificazione, denominato passaporto. Questo indica, oltre le informazioni previste, l’identificazione degli equidi che sono distinti in equidi destinati alla produzione di alimenti (DPA) ed equidi non destinati alla macellazione per il consumo umano (non DPA).

“Ai sensi del regolamento n. 178/2002 dell’Unione Europea, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, e del regolamento n. 852/2004, che detta norme di carattere generale al fine di offrire garanzie sulla sicurezza alimentare – spiega l’esponente ecologista – ogni soggetto pubblico o privato che detiene, con o senza fini di lucro, un Equide DPA è definito “impresa alimentare”, ricade perciò nella“legislazione alimentare” e la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare è definito “operatore del settore alimentare”.

La classificazione DPA, quindi, non è un semplice certificato veterinario, ma, se la Regione non la cambia, può significare per l’animale un triste destino in un macello – ha concluso la Consigliera Meo – Rimane pertanto ferma la richiesta: un intervento dell’Assessore prima dell’asta del 14 settembre. Da DPA a non DPA”.

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