GEAPRESS – Non c’è che dire, doppia beffa per questi viventi, imprigionati a vita per soddisfare la fame umana. Gli si toglie il latte in realtà destinato ai loro figli, gli si impedisce la libertà per averli sempre disponibili, li uccidiamo per farcire panini e riempire piatti. Poi, quando meriterebbero un po’ di attenzione per il fiume che straripa (vedi articolo GeaPress) o la nevicata più che corposa, invece di liberali dalle catene per evitare un’ecatombe li lasciamo morire. Questo anche perché i soccorsi, per loro, arrivano (quando arrivano) per ultimi.

Evidentemente conviene così, ma solo per il calcolo dei danni economici. Gli unici che importano e che vengono spesso troppo facilmente risarciti con i soldi del contribuente. Cose viventi, che dovrebbero rimanere vive solo per non arrecare nocumento economico, raramente vite da salvare!

Rionero Sannitico (IS), 1.185 cittadini a 1.051 metri sul livello del mare. Non tutti i cittadini risiedono nel centro storico, infatti il paese è composto anche da nove frazioni ed il territorio comunale spazia su altitudini molto diverse, da 535 metri fino a 1.304 metri sul livello del mare. Poco più di mille abitanti e quasi altrettanti cittadini non umani presenti. Cittadini non umani in vera difficoltà, anche perché “prigionieri” delle stalle non raggiungibili dai mezzi meccanici.

A lanciare l’allarme è stato il Sindaco, dr. Ferdinando Carmosino, attraverso i media regionali. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente a conclusione di un briefing coi Carabinieri locali.

GeaPress: Signor Sindaco, ieri Lei ha lanciato un accorato appello, tramite i media regionali. Nel suo territorio gli animali degli allevamenti stanno morendo di fame, perché non raggiungibili dagli allevatori-proprietari. E’ esatto?
Sindaco: Fino a ieri la situazione era veramente drammatica, tanto che mi aveva portaro a dire “Liberiamo gli esseri umani e salviamo gli animali” e a comunicare, provocatoriamente, la chiusura delle scuole cittadine fino al 31 marzo. Poi ieri pomeriggio, verso le 14.00, il proprietario è riuscito a raggiungere, con gli sci, la stalla di Montalto, la più alta e la più lontana.

GeaPress: Che animali sono presenti in questa stalla ed in che numero?
Sindaco: 300 ovini. Di questi 20 sono stati trovati morti, la cosa raccapricciante è che alcune pecore avevano mangiato le altre pecore morte.

GeaPress: Le altre stalle sono ancora isolate?
Sindaco: Sempre a piedi si è raggiunta un’altra stalla, qui le pecore morte sono due. A Montenero Valcocchiara, un Comune limitrofo, mi hanno riferito che sono deceduti diversi cavalli ed alcune mucche.

Geapress: Quante stalle, quanti animali sono allevati nel Suo Comune?
Sindaco: A Rionero c’è la Stalla Comunale con 150 ovini, 10 mucche e diversi cani da tartufo. La struttura comunale dista 2 chilometri dall’abitato. Poi, oltre all’allevamento di Montalto, ce ne sono altri e due.

GeaPress: Scusi Sindaco, ma un Comune montano e nevoso, mille e cinquantuno metri in Appennino non sono uno scherzo, non è attrezzato ad affrontare l’emergenza neve?
Sindaco: Il Comune dispone di due spartineve sempre attivi, ma due metri e mezzo/tre metri di neve sono insormontabili anche per questi mezzi. Una nevicata simile si è verificata nel 1956, è un evento eccezionale, come Regione abbiamo già chiesto il riconoscimento della calamità naturale e l’invio dell’Esercito.

GeaPress: Signor Sindaco ha citato il Comune di Montenero Valcocchiara (vedi articolo GeaPress), noi sappiamo che nel territorio comunale sono allevati i cavalli allo stato brado, in questo periodo sono all’aperto o sono chiusi in stalle?
Sindaco: A me risulta che in inverno, che dalle nostre parti è freddissimo, non sono lasciati all’aperto.

GeaPress: Grazie Signor Sindaco e buon lavoro.

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