GEAPRESS – L’allevamento era autorizzato ma le ipotesi di reato rilevate dai Comandi Stazione forestale di Arcevia e Genga Frasassi riguardano il maltrattamento aggravato dalla morte ed uccisione di animali. In tutto, nel corso dell’ispezione del Corpo Forestale dello Stato, sono stati rinvenuti 450 colombi bianchi e 32 cinghiali destinati all’alimentazione umana.

Secondo il comunicato del Corpo Forestale i colombi trovati nell’allevamento di Cupramontana (AN), sarebbero stati i superstiti. I colombi di varietà “California King” sarebbero stati costretti a convivere in gabbie da allevamento intensivo con un pari numero di simili che, però, erano ormai ridotti in carcasse putrefatte ed ammassate nelle mangiatoie. Gli stessi contenitori destinati all’alimentazione avrebbero inoltre ostacolato l’alimentazione ai colombi rimasti ancora in vita.

Poi, in un recinto all’esterno, l’allevamento con 32 cinghiali, di cui 11 piccoli. Stante quanto comunicato dalla Forestale gli animali si sarebbero presentati in un grave stato di denutrizione e senza riparo dalle intemperie. Rilevante, il quantitativo di fango.

Una situazione che i Forestali non hanno esitato a definire “raccapricciante“. I Colombi sopravvissuti sarebbero infatti stati ridotti senza mangimi e senz’acqua, con gli abbeveratoi non funzionanti e, soprattutto, costretti in voliere di pochi metri cubi. Anche in questo caso sarebbe apparso rilevante il quantitativo di escrementi (guano) con centinaia di carcasse putrefatte. Animali che sarebbero morti anche mesi addietro.

Circa i cinghiali, la Forestale ipotizza come prima dell’inverno gli animali potessero essere il doppio. Il loro recinto, all’aperto senza mangiatoie né, sembra, riparo dalle intemperie, li predisponeva ad essere “affondati nella melma, denutriti, con 11 piccoli che dovevano lottare con gli adulti anche per un filo d’erba buttato nel recinto“.

Tutti gli animali sono stati posti sotto sequestro e la loro corretta custodia è stata assicurata facendo intervenire i Veterinari del servizio pubblico. Questi dovranno ora eseguire ulteriori accertamenti al fine di stabilire l’eventuale presenza di malattie infettive e coadiuvare il Sindaco di Cupramontana (AN), nominato custode giudiziario, nel mantenere condizioni di vita più consone alla natura degli animali. Il Sindaco, infatti, si è immediatamente attivato.

Il proprietario degli animali è stato identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria” – ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona – “per maltrattamento di animali, con l’aggravante della morte dovuta agli stenti subiti, mentre è stata avanzata all’autorità competente una richiesta di revoca immediata dell’autorizzazione all’allevamento”.

Durante le indagini sono stati effettuati appositi rilievi fotografici che, insieme ai verbali di rito, sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Ancona.

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