yulin
GEAPRESS – Ventuno giugno, solstizio d’estate. Il perfetto equilibrio tra giorno e notte. Gli animalisti cinesi però protestano. Per la prima volta, i loro cartelli sono apparsi sulle strade di Yulin nella provincia autonoma dello Guangxi. Questo perché il solstizio si festeggia con carne di cane e “vino” di litchi, ovvero la ciliegia cinese. Si tratta in realtà di un frutto tropicale ormai coltivato anche in Italia.

Più associazioni cinesi hanno manifestato nel tentativo di bloccare il Festival di Yulin, ma le autorità del Governo centrale hanno risposto che nulla potevano contro i precetti locali. Dunque, cane e ciliegia. Questo nonostante animalisti travestiti da cane hanno mostrato le brutali condizioni nelle quali vengono macellati i cani. A colpi di bambù, si è detto, per arricchire la carne di adrenalina che dà sapore.

Dovrebbero essere non meno di 10.000 i cani macellati e mangiati per la ricorrenza odierna, ma anche in altre regioni della Cina la carne di cane rientra tra le antiche tradizioni culinarie. Gli animali, affermano le autorità devono essere accompagnati da un certificato sanitario. Cosa, quest’ultima, che viene contestata dagli animalisti che propendono a credere alle catture in strada come ai cani rubati. Le autorità di Yulin, però, hanno riferito di cani allevati.

In Cina le opposizioni contro tali abitudini alimentari sono sempre più crescenti e già nel 2011 un altro festival  a base di carne di cane era stato abolito (vedi articolo GeaPress ). La carne di cane, a detta dei “cultori”, avrebbe proprietà medicamentose. In modo particolare, si parla di fertilità maschile.

Secondo gli animalisti cinesi vi sono tre principali aree dove avviene la macellazione del cane. Si tratta dello Jiangsu, Jilin e Guangdong. Luoghi noti anche per le accuse di furto di cani. Di certo, a prescindere dalla provenienza, il prezzo di un chilo di carne di cane si aggira intorno ai 50 yuan, più o meno equivalenti ad otto dollari statunitensi. Un fatto che poco collima con  i costi di eventuali allevamenti. Una fatto, inoltre, che stride con un recente regolamento delle autorità cinesi, emanato appena lo scorso aprile. Ai cani ed ai gatti destinati agli scopi alimentari, infatti, viene imposta la quarantena. C’è già chi sospetta come la corretta applicazione delle norme sugli allevamenti e la  quarantena avrebbero già ridotto, se non estinto, il commercio di cani per usi alimentari.

Pochi mesi addietro l’associazione Animal Equality, ha diffuso un agghiacciante filmato sulla macellazione dei cani cinesi (vedi articolo GeaPress e video ). Poco prima la stessa associazione aveva diffuso un altro agghiacciante filmato questa volta dedicato alla macellazione degli agnelli in Italia (vedi articolo GeaPress e video).

Nei giornali cinesi, che pur hanno dato spazio alle notizie sulle proteste animaliste, chissà perchè è comparsa in qualche caso una sorta di comparazione con la carne di agnello. Anche sul prezzo. La carne di cane costerebbe molto di più.

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