GEAPRESS – Nuovo colpo andato a segno per l’associazione Animal Equality. Dopo il video sui macelli italiani di agnelli (così era stato riferito nel comunicato degli animalisti) piombato in pieno periodo di vacanze pasquali (vedi articolo GeaPress ) arriva ora un nuovo tremendo documento sulla fine dei cani in alcune province cinesi. Macelli e ristorazione, mostrati ieri sera in una anteprima del TG1.

Secondo gli  investigatori di Animal Equality ad essere documentati sarebbero stati i macelli di Jiangme e ZhanJiang. Si tratta di due diverse regioni della Cina. La prima si trova nello Chiangsi, nella Cina centro orientale, mentre la città di  ZhanJiang ricade nella regione meridionale del Quantung.

Cani che finiscono la loro esistenza con un colpo di mazza in testa. Quanto basta per stordirli appena. Poi, rivolti a testa in giù,  un taglio alla gola. Gettati nell’acqua bollente (secondo gli animalisti ancora vivi) finiranno così spellati. In alcune regioni della Cina la carne di cane viene considerata in possesso di proprietà medicamentose.

Cani da macellare negli stessi locali che detengono quelli  ancora in vita, rinchiusi in spazi orribili in attesa della morte. Cani trasportati nei macelli (foto Animal Equality) stipati in gabbie poco più grandi di loro[VEDI VIDEO ANIMAL EQUALITY – ATTENZIONE IMMAGINI MOLTO FORTI]

Questo video nei macelli di cane – ha dichiarato ad Animal Equality Bernard Rollin, docente di Scienze Animali e Biomediche dell’Università statale del Colorado – è il peggiore, il più spietato e orribile che abbia mai visto in vita mia“.

Sempre secondo Animal Equality buona  parte dei cani proverrebbe dagli allevamenti situati nella province di Peixian ed in altre  della Cina settentrionale. Qui i poveri animali possono trascorrere oltre quattro mesi all’interno di piccole gabbie metalliche e solo quando hanno raggiungono il peso desiderato, vengono trasportati nei macelli di Guangzhi, Guangdon e Zhanjiang. Cani la cui provenienza è fortemente sospetta. In alcune regioni della Cina, infatti, il cane è considerato come un animale destinabile al consumo umano, ma deve essere accompagnato da apposita documentazione sanitaria. Considerate le denunce di furto, sembra però che il mercato della carne di cane riesca ad alimentarsi anche con i proventi dei traffici illeciti.

Secondo Animal Equality ogni giorno, in Cina, verrebbero macellati, per la carne o la pelliccia, non meno di 30.000 cani. Un commercio che varrebbe più di dieci milioni di euro all’anno.  Mangiare carne di cane, ricordano gli animalisti, è particolarmente popolare nel nord est del paese, al confine con la Corea, e anche nelle regioni meridionali, come Guizhou, Guangxi e il Guandong. L’unica zona della Cina dove è vietato il consumo di carne di cane è Hong Kong. Al momento non ci sono leggi a livello nazionale di protezione degli animali in Cina.

Secondo la versione spagnola del documento diffuso ieri da Animal Equality, la tortura fisica e psicologica alla quale sono sottoposti questi animali potrebbe essere funzionale ad alzare il livello di adrenalina. L’alta presenza dell’ormone nei tessuti corporei potrebbe intensificare il sapore della carne, un fatto che spiegherebbe il perché i poveri cani finiscono ancora vivi nell’​​acqua bollente oppure deliberatamente massacrati davanti ad altri animali.

“Ho visto alcuni cani che correvano liberi tra i vicoli – ha dichiarato uno degli investigatori di Animal Equality – Altri erano incatenati. Mi è stato detto che alcuni di loro non erano per il consumo umano, bensì animali d’affezione. Mi chiedo, però, quale è la differenza rispetto ai cani che dovevano essere macellati. Quali criteri dell’uomo possono decidere  chi mettere in gabbia per essere mangiato oppure graziato per essere destinato come animale domestico“.

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