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GEAPRESS – Attivisti della città cinese di Dalian avrebbero scoperto, lo scorso 6 dicembre, un banda ben organizzata dedita al traffico di gatti e cani randagi diretti verso le province meridionali di Guangdong e Guangxi.

A riferirlo è l’ONG Animal Werlfare Project.

L’indagine degli animalisti cinesi ha preso  uno sviluppo improvviso lo scorso giovedì quando le autorità locali sono intervenute in una struttura ove sono stati trovati ammassati un migliaio di gatti. In tutto sono state arrestate dodici persone con l’accusa di furto. La banda era costituita da elementi non originari dei luoghi.

In alcune aree della Cina è effetivamente ancora consentito cibarsi di carne di cane e di gatto. Tale uso è comunque possibile previo rispetto di alcune norme sanitarie. Di particolare rilievo la pericolosità rappresentata dalla potenziale diffusione della rabbia. Un pericolo, questo, che interessa anche il vicino Vietnam (dove i cani vengono mangiati) ed il Laos. Quest’ultimo paese è più che altro interessato dalle vie di trasporto dei poveri animali provenienti dalla Tailandia.

In Cina, fin dalla scorsa estate, numerosi carichi di cani, ed in minor misura di gatti, sono stati assaliti dagli animalisti che hanno ricevuto, dopo una prima fase di incertezza, l’aiuto delle autorità sia locali che di polizia. Alla base dell’intervento repressivo, vi è sempre il mancato rispetto dei protocolli sanitari e l’ipotesi di furto degli animali. Per gli animalisti cinesi, tali aspetti rappresentano però la chiave per aprire il più ampio dibattito sull’uso alimentare di carne di cane e gatto. Quello che si vuole, è il bando di tali commerci.

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