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GEAPRESS – 227 animali vivi e timbri di macellazione falsi al centro dell’operazione “Sacrificio” oggi resa nota dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania. A finire sequestrato è un mattatoio che sarebbe risultato privo di autorizzazioni.

Ad intervenire i finanzieri della Tenenza di Paternò che hanno individuato un capannone di 1600 metri quadrati, con annesso terreno, in cui, presumibilmente, era condotto il mattatoio. L’attività, precisa la Guardia di Finanza, ha riguardato anche  sopralluoghi e appostamenti mentre, contestualmente, venivano effettuate le verifiche presso gli enti preposti al fine di appurare il possesso delle prescitte certificazioni.

Nella serata del 15 aprile la svolta nelle indagini con l’accesso nei luoghi compiuto con il personale del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’ASP di Catania. All’interno sarebbe così stato sorpreso il titolare  e un collaborazione proprio nel corso delle operazioni di macellazione.

Secondo la Guardia di Finanza nei luoghi sarebbero mancati i minimi requisiti igienico sanitari mentre gravi e numerose le violazioni riscontrate. In particolare viene segnalato il ricovero degli animali in  condizioni igieniche definite precarie ed in spazi inadeguati. Poi gli strumenti verosimilmente utilizzati per la macellazione, come coltelli, sega elettrica, roncola, accetta ed altro ancora. Strumenti descritti come in pessimo stato d’uso e di pulizia ed in assenza di presidi sanitari per la sterilizzazione.

Negli animali presenti non si sarebbero inoltre riscontrati segni identificativi del tipo marchio auricolare per bovini e ovo-caprini, microchip per gli equini ovvero il tatuaggio per i suini così come previsto per la tracciabilità degli animali e a garanzia della corretta profilassi degli stessi. Senza marchio di identificazione sarebbero stati anche gli animali macellati contenuti in una cella frigorifero. Sempre secondo la Guardia di Finanza sarebbero altresì stati contraffatti i timbri identificativi degli stabilimenti di macellazione.

I controlli dei finazieri si sono poi estesi ad un punto vendita a quanto pare riferibile allo stesso soggetto identificato nel capannone. Qui sono stati rinvenuti tre agnelli recanti timbratura non leggibile e senza che la persona ora denunciata sia stata in grando, in quel contesto, di documentarne la provenienza.

Non mancavano inoltre altre particolarità, come il sequestro di 200 pacchetti di sigarette che ad avviso della Finanza sarebbero stati detenuti in maniera non a  norma per la minuta vendita. A quanto pare l’esercizio era sprovvisto del “patentino” necessario per la commercializzazione dei generi di monopolio.

A conclusione dell’intervento, la Guardia di Finanza di Paternò ha denunciato il titolare che dovrà ora difendersi dall’accusa di macellazione clandestina, commercio di sostanze alimentari nocive e per contraffazione e uso di pubblici sigilli destinati alla pubblica certificazione.

In rilevo, nell’attività condotta dai Finanzieri, i potenziali rischi per la salute in un periodo cui è notorio l’aumento dei consumi di ovo-caprini.

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